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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca

Strage di Corinaldo, Daniele Pongetti ha salvato una vita prima di morire. «Ero svenuto e solo grazie a lui mi sono ripreso»

Un particolare inedito emerso in tribunale, nel processo bis in corso. La testimonianza trapelata grazie all’avvocato Marina Magistrelli che l’ha scorta tra le mille sit rese dai sopravvissuti ai carabinieri

ANCONA – Prima di morire sotto la calca della Lanterna Azzurra Daniele Pongetti, 16 anni, ha salvato una vita, quella di un suo amico di Senigallia. È emerso ieri, durante il processo bis che in corso al tribunale dorico, il filone che deve fare luce sulla sicurezza del locale. Un particolare appreso solo adesso e contenuto in una testimonianza resa e messa per iscritto proprio da un amico del giovane morto in discoteca, sentito a sommarie informazioni come persona a conoscenza dei fatti dai carabinieri del Nucleo Investigativo. Quelle parole le aveva lette l’avvocato Marina Magistrelli, studiando il caso perché è il legale di uno dei nove imputati nel processo per Corinaldo, e ieri in aula ha chiesto alla mamma di Daniele se ne era venuta a conoscenza. «No di questa non lo sapevo - ha risposto Donatella Magagnini, sentita in aula come testimone di parte civile - dopo i fatti avevo ricevuto messaggi che aveva aiutato diverse persone».

La testimonianza in questione è nel fascicolo di indagine. L’amico di Daniele, “Pongio” come lo chiamavano tutti, racconta i particolari della fuga dalla discoteca dopo che era stata spruzzata nell'aria una sostanza urticante. Appena uscito all'esterno, a causa delle spinte ricevute da chi come lui tentava di lasciare l'interno della discoteca, è caduto fuori dal camminamento «lato sinistro – dice - per il cedimento della balaustra». Poco dopo ha perso i sensi ma «solo grazie all'intervento del mio amico Daniele Pongetti sono riuscito a riprendermi – continua il racconto - mi ha dato alcuni schiaffi prima di riuscire a liberarmi dal groviglio di persone che erano sia sotto che sopra di me». Lì il testimone è rimasto almeno per 15 minuti e in quel frangente ha poi visto Daniele venire travolto dalla caduta di altri ragazzi che continuavano ad uscire dalla discoteca. «Avrei voluto fare qualcosa – riporta la testimonianza resa allora - ma ero talmente bloccato da non riuscire a muovermi». Dopo essersi liberato l'amico, insieme ad altri loro, hanno sollevato di peso Daniele riuscendo a portarlo fuori dalla recinzione della discoteca. Lì ha provato anche a fargli un massaggio cardiaco perché «avevo appreso le tecniche a scuola».

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