Daniel, ribelle dall'animo gentile: il ricordo di insegnanti e compagni di scuola

Per chi lo conosceva fin da piccolo era "Miele". Daniel Marinelli era per tutti un animo buono, un amico conosciuto per il suo grande sorriso, la sua risata inconfondibile e quell'ironia pronta a sdrammatizzare

Daniel Marinelli

Ad una prima impressione poteva apparire scontroso. Un impulsivo. Un ribelle. Ma chi lo ha conosciuto veramente e ha saputo guardare oltre quella “maschera”, oggi ne parla con fierezza. Racconta di un giovane dalla grande sensibilità d’animo. Un buono. Un amico. Sempre pronto a scherzare con tutti. Voglioso di sdrammatizzare anche laddove poteva sembrare inopportuno. “Miele”, come veniva chiamato da chi lo conosceva fin da piccolo, era capace di far rinascere il fiore della gioia in chi l’aveva perduta, col suo sorriso caldo e quella risata unica e contagiosa. Per tutti coloro che lo hanno amato, era questo Daniel Marinelli, il 18enne figlio dell’ex patron dell’Ancona 1905, morto a seguito di un grave incidente a Marotta domenica mattina al ritorno dalla discoteca. Per lui non c’era sabato sera senza ballare la sua afro, la musica che gli piaceva tanto e che lo spingeva ogni fine settimana fino al Mamamia di Senigallia. Innamorato del calcio e orgoglioso di suo padre, il cui nome, "Andrea" appunto, era rimasto indelebile sul suo collo con un tatuaggio.

Resterà nel cuore dei suoi compagni di classe dell’Istituto Commerciale Caggiari, dove il prossimo giugno si sarebbe diplomato sotto la supervisione dell’insegnante di diritto e vice preside Carla Carloni, che lo ha ricordato così: «Daniel l’avevo preso a cuore, era sotto la mia ala e posso dire che era un ragazzo che non avevano capito in molti. Ad un approccio superficiale poteva sembrare un burbero, ma aveva un’intelligenza spiccata come ho visto in pochi ragazzi. A lui bastava studiare poco per arrivare alle cose con il ragionamento e portare a casa buoni voti. Da piccoli atteggiamenti avevo capito che aveva un grande cuore. Noi abbiamo anche avuto qualche ragazzo con delle difficoltà e non c’ era giorno che Daniel non passasse da loro per una parola di conforto e non è una cosa da tutti». A fatica la vice preside ha ricordato i bei momenti passati con il suo studente. Mentre lunedì mattina le classi quinte hanno ricevuto la visita di Don Filippo Pesaresi che, insieme ad uno psicologo, ha aiutato i ragazzi ad affrontare il lutto. 

Ma Daniel aveva cominciato a frequentare il Caggiari solo al 3°anno, dopo aver lasciato l’Istituto Tecnico Savoia-Benincasa, dove ieri la scuola ha osservato un minuti di silenzio chiesto all’interfono della preside Alessandra Rucci. Tra i ragazzi c’era anche la sua compagna di banco Cecilia Marini: «Era una persona che aveva sempre qualcosa da dire, veniva da te e con una battuta riusciva a strapparti un sorriso. Ogni giorno entrava in classe e mi diceva “ciao vecchia roccia”. Se non lo conoscevi bene, poteva sembrare scontroso e agli occhi dei professori poteva essere l’elemento che distraeva la classe e forse, a volte, si è dimostrato troppo impulsivo. Ma io so chi era Daniel, era un trascinatore, era un buono». Le lacrime scendono vive sul volto di Cecilia mentre si stringe tra le braccia e ripensa alla settimana scorsa, quando lo aveva sentito per telefono: «Ci eravamo promessi che sarei andata a cena da lui con un’amica. Doveva essere la settimana scorsa, ma ho avuto altri impegni e avevamo rimandato a questa settimana. Ma ora non lo vedrò più». Anche Federico Capobelli, del 5° SIA al Savoia - Benincasa, lo ricorda così: «Il sorriso era la prima cosa che ti colpiva di lui quando lo vedevi».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Insomma Daniel aveva un sorriso e una battuta per tutti. Un leader nello spogliatoio delle squadre di calcio in cui ha giocato come anche nella vita. Con quell’ironia che, forse, poteva anche essere fraintesa. E lui lo sapeva. Per questo sabato sera al Mamamia, poche ore prima della tragedia, Daniel aveva incontrato il suo amico Lorenzo Renna, che di recente aveva “sfottuto” per una partita di basket. Lo ha abbracciato, si è fatto una foto con lui, prima di fargli una confidenza inaspettata: «Mi ha detto che mi prendeva in giro, ma perché mi voleva bene veramente. Ma io lo sapevo» ha detto Lorenzo, che oggi stringe quell’ultima foto scattata poco prima che le loro strade si separassero. Per sempre. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Marche, presentata la nuova Giunta Acquaroli: ecco tutti gli assessori con deleghe

  • Covid al liceo, studentessa positiva al tampone: classe di 29 alunni in quarantena

  • Erano l'incubo degli adolescenti, costretti ad inginocchiarsi: arrestati 5 baby stalker

  • Ubriaco fradicio, tampona una donna: nel sangue un tasso alcolemico spropositato

  • Chiusura piazza del Papa, la Mancinelli avverte: ora palla agli anconetani

  • Incendio nella notte, paura in un palazzo del centro: 4 persone in ospedale

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AnconaToday è in caricamento