Cronaca

Cure con "acque a luce bianca": lo studio era a Numana

Approfittavano della disperazione dei malati promettendo cure miracolose. Lo studio della biologa al centro delle indagini era a Numana: ecco una ricetta-tipo. Indignazione dell'Unitalsi

Ha 71 anni la dottoressa E. M. C., che assieme ad altri 38 complici avrebbe truffato 500 malati provenienti da tutta Italia, che spinti dalla disperazione di una malattia in alcuni casi senza speranza erano disposti a fare lunghi viaggi per essere visitati nello studio di Numana della professionista e pagare magari anche più di 200 euro per qualche flaconcino di acqua del rubinetto, che i "medici" asserivano provenire dai santuari mariani di Lourdes e Fatima, o da quelli di Medjugorje, San Damiano, Montichiari.
Fonti “miracolose” con una caratteristica comune: dispensare "Acque a Luce Bianca, le uniche che possiedono le sette frequenze dei sette colori dell'arcobaleno, e le tre energie fondamentali: la polarizzata, l'elettrica e la magnetica".
Acque in grado di favorire "una comprensione profonda della malattia, dalla quale scaturisce la possibilità di una guarigione di tutti i piani dell'essere".

LA "RIARMONIZZAZIONE". Teorie sulla "riarmonizzazione della materia", che la dott.ssa C., laurea a Pisa, studi di "Auriclomedicina" a Lione, e inventrice della "tecnica idrofrequenziale, brevettata", illustra diffusamente in un libro delle Edizioni Mediterranee e nel sito internet del Giba, il principale mezzo di reclutamento dei pazienti: un crogiolo, quello del web, in cui è arduo tracciare confini fra religiosità popolare, superstizione, medicina alternativa, magia, astrologia ecc. La dott. C. del resto puntava in alto, a "riabilitare e stabilizzare la nostra alleanza con gli Angeli di Dio", perché ci aiutino a "riportare in noi le potenzialità originarie che si sono spente sempre più nell'alleanza con gli angeli caduti, che ha generato nei millenni i nostri demoni, figli 'geneticamente modificati'". Un linguaggio da iniziati che ha calamitato persone di tutte le età e le fasce sociali, anche gente molto facoltosa, spingendole a seguire i corsi del Giba, e ad affidarsi alle gocce di luce, somministrate per bocca o spruzzate sulla pelle. Fino a quando qualcuno ha cominciato a nutrire dubbi sull'efficacia delle terapie. L'inchiesta del Nas, coordinata dal pm Giovanna Lebboroni, è cominciata due anni fa: nelle ultime ore sono scattati i sequestri del laboratorio e dello studio di Numana più altri tre a Milano, Venezia, e Bari (valore immobiliare 3 milioni di euro), e di 4 mila flaconi d'acqua già pronti, oltre ad un pc e molta documentazione.

RICETTA-TIPO. Questa una ricetta tipo: Protocollo del riequilibrio Pao - acqua k - acque di base del momento. Preparare 3 commistioni delle acque del momento in bottiglie di vetro nel seguente modo: riempire i contenitori di acqua naturale, etichettarli - acqua mattino (dalle ore 03 alle 11) - acqua pomeriggio (11-19) - acqua sera (19-03). Informare l'acqua del MATTINO con 9 gocce di 7f FT (sette sequenze Fatima), 9 gocce di 7f L (sette sequenze Lourdes), 9 gocce di 7f SMF (sette sequenze Santa Maria alla Fontana) e 4 gocce di PAO. Informare l'acqua del POMERIGGIO (con 9 gocce di 7f FT (sette sequenze Fatima), 9 gocce di 7f MT (sette sequenze Montichiari), 9 gocce di 7f SMF (sette sequenze Santa Maria alla Fontana) e 4 gocce di PAO. Informare l'acqua della SERA con 9 gocce di 7f FT (sette sequenze Fatima), 9 gocce di 7F MJ (sette sequenze Medjugorie), 9 gocce di 7f SD (Sette sequenze San Damiano) e 4 gocce di PAO. POSOLOGIA Prima dei pasti: 9 gocce di acqua K (potassio) in una spremuta fresca di agrumi (arance, limoni, pompelmi). Bere a volontà l'acqua del momento, a seconda dell'orario (mattino, pomeriggio e sera). Dopo i pasti: bere a volontà l'acqua del momento. Prima e dopo qualsiasi farmaco, nei cibi e nelle bevande si consiglia l'utilizzo delle acque del momento.

L’IRA DELL’UNITALSI. Condanniamo fermamente un atto spregevole e offensivo". Lo dichiara Dante D'Elpidio, vice presidente nazionale dell'Unitalsi, a proposito della truffa ai danni di malati, curati con presunte acque dei santuari di Lourdes e Fatima, scoperta ad Ancona dai carabinieri del Nas. "Promettere la guarigione ai malati, vendendo l'acqua di Lourdes, è un raggiro ma, nello stesso tempo, offende i milioni di fedeli che, ogni anno, si recano a Lourdes per completare un cammino di fede e per affidare alla Madonna le proprie sofferenze, speranze, e preghiere" dice D'Elpidio. L'Unitalsi, che con i treni bianchi accompagna a Lourdes migliaia di persone ogni anno, "sa che i miracoli esistono e in tanti possono testimoniarlo avendo ricevuto nel corpo e nello spirito tale Grazia. Ridurre tutto ciò ad un commercio illudendo chi soffre di poter guarire è un atto grave ed irresponsabile. Mi piacerebbe vedere i colpevoli condannati a fare servizio gratuito di volontariato a Lourdes per aiutarli a capire che certi valori non si possono vendere".
 

Fonte: ANSA

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