Tentò di strangolare la ex, «dalla galera esco, da sottoterra tu no»: stalker verso l'estradizione

L'uomo si difende rigettando tutte le accuse e, anzi, denunciando di sentirsi perseguitato

Foto di repertorio

Mesi di violenze psicologiche e fisiche prima che lei si rendesse conto di aver a che fare con uno stalker. E' entrato nella sua vita in un momento di vulnerabilità e, facendola sentire inutile e incapace senza di lui, si è trasformato da principe azzurro a predatore. La consapevolezza che quello non fosse amore è arrivata la sera in cui, al termine di un litigio, lui avrebbe tirato fuori una corda e gliel’avrebbe stretta al collo fino a darle la "sensazione che la sua testa potesse scoppiare". Sono le accuse di una donna che, dopo essere stata al Pronto Soccorso, ha dato il via ad un iter giudiziario contro il suo aguzzino. Contro l'uomo che poi avrebbe continuato a perseguitare sia lei che i suoi 3 figli tramite social. “Stai attenta perché dalla galera si esce, da sottoterra invece no”. 

Più di una denuncia

Ma questa è solo una delle vittime che ha puntato il dito contro di lui: lo stalker cuoco di 58 anni. A lui, latitante in Slovenia, di recente è arrivato il mandato di arresto europeo spiccato dai poliziotti della Squadra Mobile di Ancona che, coordinati dal capo Carlo Pinto, ne hanno chiesto l’estradizione. L’uomo, difeso dall'avvocato Gabriele Galeazzi, ha sempre rigettato le accuse e ha accettato il provvedimento e nelle prossime settimane dovrebbe tornare ad Ancona mentre ad oggi è recluso nel carcere di Lubjana. Intanto però il procedimento giudiziario a suo carico, per quanto concerne questa vicenda, è partito. Loscorso Alessandro Calogiuri-2-2settembre il pm Paolo Gubinelli aveva chiesto il giudizio immediato. La donna parte lesa, tramite l'avvocato Alessandro Calogiuri (foto a sinistra), si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento danni di 100mila euro. 

Il calvario denunciato dalla donna

I due si conoscevano da molti anni e dopo essersi gettata alle spalle un matrimonio, lei ha cominciato a vedere in lui un amore. Così è stato all’inizio. Poi sono arrivate le denunce da parte di altre ex. Accuse che hanno creato dubbi e remore in lei, che si era distaccata dal compagno. Ed è proprio di fronte a quella freddezza che il cuoco avrebbe cominciato a diventare violento. Insultata, minacciata e picchiata con cadenza quasi quotidiana. Mesi di terrore iniziati il marzo scorso. Una sera lei avrebbe anche deciso di dormire in cantina per la paura delle botte. Stando sempre alla ricostruzione dell’accusa, un giorno, era il 24 luglio scorso, i due sono andati fuori per lavoro. Insieme, già perché lei aveva un’attività di cui lui si era impadronito, costringendola anche ad indebitarsi e firmare assegni in bianco. Fatto sta che quel giorno a lei erano cadute a terra due boccette di profumo. Si erano rotte e lui si è arrabbiato. I due hanno iniziato a litigare e, al ritorno in auto, di notte, il 48enne si è fermato in uno spazzale e le ha intimato di chiederli scusa. Poi le ha messo una corda al collo, tirando fino a farle male. Ne è nata una colluttazione in cui lei lo ha colpito con un pugno per divincolarsi ed è riuscita anche a chiamare la Polizia. La notte successiva, oppressa e spaventata, la donna è fuggita da Ancona, è tornata alla sua vecchia abitazione ed è andata all’ospedale. Da lì l’avvio delle indagini.  

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La fuga appena prima di finire in carcere

Ad agosto scorso per il cuoco è scattato un decreto cautelare di avvicinamento a lei con obbligo di firma. Ma le minacce non si sono fermate. Non poteva accettare che lei potesse essere serena senza di lui. Ha minacciato di far male ai figli. E quando la Polizia stava per notificargli la misura cautelare in carcere, lui è fuggito all’estero. Era convinto di essere al sicuro, tanto da pensare di potersi anche prendere gioco della Polizia con un video su Facebook. Ma per lei il terrore non era finito. Sui social continuavano ad arrivare minacce e insulti: “Resterai da sola come una lepre dentro la savana”; “Hai 48 ore per dirmi dove sei altrimenti vedrai, dimostrerò quello che ti sto dicendo, salterà qualcosa”; “Stai attenta perché dalla galera si esce, da sottoterra invece no”. Un incubo da cui la donna si è svegliata solo ora che l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e stalking. Fermato dalla Polizia dorica dopo aver raccolto una serie di denunce, lo stalker latitante dovrà difendersi ed è in procinto di rientrare in Italia. Prossima udienza fissata per il 6 marzo. 

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