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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

La cultura come asset strategico per attirare turisti. Marasca: «Traguardi raggiunti devono tradursi in un brand»

L’assessore alla cultura e turismo di Ancona illustra i numeri delle mostre del 2022. Gran parte delle presenze arrivano da fuori città. Ci sono le basi per puntare sulla cultura come leva di attrazione

ANCONA - Non solo Conero, verrebbe da dire. La riconoscibilità di Ancona potrebbe fondare le sue radici anche nel sistema cultura quale asset portante per attrarre turismo in città. Lo confermano i numeri di spettatori che hanno visitato i musei e le mostre nel 2022: Museo Omero 35 mila, Pinacoteca 25 mila (18 mila solo con la mostra internazionale “Cose dall’altro mondo”) , “Remain in light” di Guido Harari alla Mole Vanvitelliana 13 mila, Steve McCurry, sempre alla Mole, 32 mila. «Con molte presenze che vengono da fuori città e da fuori regione» tiene a sottolineare l’assessore alla cultura Paolo Marasca. Quindi la leva della cultura funziona come calamita turistica. «Direi proprio di sì - continua l’assessore - l’anno scorso è andato molto bene anche il teatro, che ha toccato quota 80 mila spettatori, ed anche in questo caso gran parte provenienti da fuori città». Quindi gli elementi per sostenere che Ancona abbia un certo appeal sotto il profilo culturale ci sono tutti. Ma per farne una strategia di marketing turistico occorre compiere una serie di passaggi. 

Un piano marketing 

«E’ chiaro che sul piano turistico tutto questo si deve tradurre in un brand - puntualizza l’assessore - per questo abbiamo fatto un piano marketing specifico con un nuovo sito web sul turismo e varie campagne social per spingere il messaggio che Ancona è una città che merita di essere visitata». Sul piano della reputazione Marasca fa pesare la candidatura del capoluogo a capitale della cultura 2022. Riconoscimento andato, poi, a Procida. Ma Ancona è comunque arrivata tra le dieci finaliste. «Un progetto che ci ha regalato una visibilità nazionale - puntualizza l’assessore - e che ha acceso i riflettori su una città che normalmente non viene vista come una destinazione culturale». A tutto ciò su unisce il percorso archeologico su cui il Comune di Ancona ha già destinato circa 1,4 milioni di euro per i siti da riqualificare: Casa del Capitano (543 mila euro), Sacello Medievale (732 mila euro), Podio di Palazzo degli Anziani (183 mila euro). 

Il tavolo di lavoro

L’intento di creare un marchio attorno al sistema cultura c’è. Tanto che l’ufficio turismo del Comune di Ancona, sempre sotto la guida dell’assessore Marasca, ha costituito un tavolo di lavoro assieme al Social Media Team della Regione Marche, gli operatori e le associazioni di categoria. «Il lavoro che stiamo mettendo a punto all’interno di questo gruppo è un percorso che potrebbe portare alla creazione di un city brand - spiega Marasca -, ma va valutato strada facendo se ciò sia un buon obiettivo, oppure se ci siano altri traguardi che fruttino di più sul mercato cittadino». Intanto l’assessore qualche bandierina l’ha già piazzata sul campo degli eventi: Kum, La Mia Generazione. «Festival che danno molto lavoro al territorio - puntualizza - dai service, alle guide, gli allestitori. Tutta manodopera a chilometro zero e che produce una forte ricaduta sull’economia locale». 

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