Minorenne costretta a filmarsi mentre compie atti sessuali, accusato un 18enne

I due si sono conosciuti su Facebook e poi lei è diventata vittima del maggiorenne, che la costringeva a filmarsi durante atti sessuali per poi inviargli il video, dietro il ricatto di diffondere certe immagini

Credit Infophoto

Si conoscono su Facebook, si piacciono, come ci si può piacere dopo aver visto una foto sul web e iniziano a chattare. Poi lei, una 15enne di Ancona, gli invia una foto in atteggiamenti intimi. Un gioco che sarebbe dovuto durare il brivido di un istante per lei. Ma a lui, un 18enne di origini turche, non è bastato. E così le ha fatto pressioni perché continuasse ad inviargli prima foto e poi video mentre compiva atti sessuali. La vergogna di quel ricatto a luci rosse ha minato la serenità della ragazzina, che aveva smesso di sorridere come al suo solito. Qualcosa in lei era cambiato e se ne era accorta sua madre, che ha deciso di controllare il cellulare della figlia, trovando il materiale scabroso. E’ scattata così l’accusa per il 18enne, indagato dal pm anconetano Valentina Bavai per violenza sessuale, ma anche per diffusione di materiale pedo pornografico. Infatti il maggiorenne avrebbe anche girato quelle immagini ad alcuni amici e conoscenti per vantarsi. Un ricatto sessuale durato poco più del gennaio scorso. Un periodo duro per la ragazza, che proprio ieri ha ripercorso tutta la vicenda in occasione di un incidente probatorio, confermando in sostanza tutte le accuse mosse dalle autorità, dopo aver ricevuto la denuncia della famiglia di lei tramite l’avvocato Federica Battistoni (in foto), che ha commentato così: «E’ una vicenda che ci insegna come i genitori debbano controllare i propri figli finché sono così piccoli e usano i social network perché un uso smodato di questo sistemi rischia di trasformare questi ragazzi in aguzzini o vittime». 

Un incubo per la ragazzina che, secondo quanto denunciato, sarebbe stata costretta ad atti sessuali contro la sua volontà e a spedire i video di quei Federica Battistoni copia-2soprusi a quel giovane conosciuto sui social e mai incontrato di persona. “Se non ti spogli ti faccio vedere io” avrebbe scritto in alcuni messaggi Whatsapp il maggiorenne alla sua vittima. Ha ricordato anche quei testi ricevuto sullo smartphone la ragazzina, che ieri ha parlato per circa due ore rispondendo alle domande dei legali e del Gip Carlo Cimini. Ma l’indagato, difeso dall’avvocato Jacopo Montanari, rigetta le accuse. Il legale ha precisato come il suo assistito siamo un giovane come tanti altri, figlio di una famiglia turca inserita regolarmente nel tessuto socio lavorativo locale. Il ragazzo ha finito da poco le scuole superiore e lavora. «Non è una sbandato ma un ragazzo come tutti gli altri - ha ribadito Montanari - C’è stato uno scambio di conversazioni e null’altro, anche perché i due non si sono mai conosciuti di persona».

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