Cronaca Collemarino / Via Matteo Ricci

Avevano ricevuto la fisiologica, oggi i pazienti fanno il vero vaccino: «Fine di un incubo»

Sono 35 i pazienti del medico di base Sergio Costantini che questa mattina si sono presentati in via Ricci per ricevere la vera dose di vaccino. Dal test sierologico non risultavano anticorpi

Domenico Albanesi, uno dei pazienti del medico di Falconara

Sono 35 i pazienti del dottor Sergio Costantini che questa mattina si sono presentati in via Ricci, a Collemarino, per ricevere la vera dose di vaccino. Il medico di Falconara è indagato per lesioni e falso idelogico. Nel suo studio, infatti, avrebbe inoculato soluzione salina anziché siero anti Covid. Una trentina dunque le probabili vittime dell'inganno che questa mattina si sono presentate nel distretto Usl numero 7. Pochi giorni fa i pazienti, chi tramite l'azienda ospedaliera chi in forma privata, si erano sottoposti al sierologico per attestare il livello di anticorpi e, dopo la conferma del fatto che nessuno di loro avesse sviluppato difese contro il Coronavirus, si è deciso di organizzare una seduta ad hoc. Due equipe del distretto di Ancona e dell'esercito si sono occupati di loro. Presente anche il personale della protezione civile di Falconara che ha presenziato durante la giornata. 

Alle 9 in punto già iniziano ad entrare le prime persone. Tra loro c'è Patrizia Angeloni, 65 anni, insieme a suo marito, paziente fragile operato al cuore. A loro il medico di base avrebbe fatto il vaccino fake il 31 marzo. «Mi è dispiaciuto tantissimo - dichiara Patrizia - Siamo rimasti basiti quando l'abbiamo letto, non ce l'aspettavamo da lui. Stiamo cambiando dottore ma non è facile perché i medici di base in questo momento sono tutti strapieni. La cosa che più ci addolora è pensare che potevamo abbassare un po' la guardia, pensando di essere al sicuro. Abbiamo rischiato tanto, soprattutto visto che viviamo con una persona di 90 anni». Poco dopo arriva anche Hernandez Villalobos, 44 anni. Si tratta proprio del badante che si occupa della nonna. Anche lui tra i 1500 mutuati di Costantini. Questa mattina ha fatto il vero siero insieme a sua moglie e alla cognata. «Il 1 aprile - racconta - il medico è venuto direttamente a casa della signora di cui mi occupo e in quell'occasione abbiamo fatto tutti la puntura. Il dottore ci aveva detto che avrebbe rilasciato l'attestazione dopo il richiamo quindi alla prima inoculazione non ci ha rilasciato nulla. Poi è uscita tutta la storia. Abbiamo fatto il sierologico e non risultavano anticorpi. Così oggi la Asl ci ha chiamato per la prima dose».

La reazione di uno dei pazienti | VIDEO 

Tra i pazienti beffati c'è anche una persona che vuol rimanere anonima ma che ci tiene ad esprimere il suo parere sul medico di base: «I miei genitori - dice - sono da 30 anni in cura da lui. Non pensavo che ci potesse tradire dopo tutto questo tempo. E' un sollievo che finalmente ci possiamo vaccinare, perchè sono state settimane veramente difficili. Ci sentiamo presi in giro e quello che è successo è umiliante. L'Asur ci ha contattati dicendo che giovedì mattina ci avrebbero finalmente fatto il vaccino. Per noi è una liberazione». Parere unanime sul fatto che non ci siano state pressioni da parte di questi mutuati per fare i sieri (il medico alla polizia aveva detto di aver inoculato le dosi farlocche perché, pressato dai pazienti e non disponendo di fiale sufficienti, aveva usato quest'inganno per accontentare tutti). 

Tra le persone arrivate questa mattina a Collemarino c'è anche Domenico Albanesi, 84 anni, che a tal proposito racconta: «Nessuna insistenza. Pensi che ero andato per fare una normale visita in ambulatorio, gli ho chiesto se avesse disponiblità dei vaccini e lui subito mi ha detto di sì e che me l'avrebbe fatto subito. Non so spiegare perché abbia fatto una cosa così. Non mi ha rilasciato alcuna attestazione dopo la puntura. Mi fidavo e quindi non mi sono preoccupato. Mi ha detto solo di tornare dopo 28 giorni. Poi quando ho visto il tv la notizia ho subito capito che uno di quei casi potevo essere io. Ho fatto il sierologico a pagamento ma risultavano zero anticorpi». Ancora non è chiaro che fine abbiano fatto le dosi vere. Il medico non ha mai risposto a questa domanda e sulla questione indaga la Squadra Mobile. C'è anche chi, come Silvia De Santis, 68 anni, non se l'è sentita di denunciare il dottore. «Per me è sempre stata una persona presente e affidabile - dice - ha salvato la vita di mia figlia individuando un problema grave di salute. Lei è stata poi operata d'urgenza ma senza il suo consulto sarebbe morta. Non so perché ci abbia fatto una cosa così, non me lo spiego. Io intanto ho già cambiato medico di base». 

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