David di Donatello al corto "A casa mia": era stato presentato in anteprima ad Ancona

A casa mia di Mario Piredda, presentato alla 13ma edizione di Corto Dorico e nella finale insignito di cinque premi, ha vinto il premio David di Donatello al miglior cortometraggio

La locandina del corto "A casa mia"

Dal corto al lungo, il film festival Corto Dorico porta fortuna agli autori del cinema italiano e internazionale. Mario Piredda vince il David di Donatello con il corto A casa mia, presentato in anteprima e pluripremiato a Corto Dorico 2016. E continua il suo tour in giro per l’Italia il film-documentario Merci Patron! di François Ruffin, proiettato per la prima volta in Italia a Corto Dorico.

A casa mia di Mario Piredda, presentato il 3 dicembre alla 13ma edizione di Corto Dorico e nella finale insignito di cinque premi, ha vinto il premio David di Donatello al miglior cortometraggio. Per il secondo anno consecutivo un corto proiettato al film festival di Ancona vince il prestigioso riconoscimento dell’Accademia del Cinema italiano: nel 2016 ottenne il David di Donatello Bellissima di Alessandro Capitani, presentato per la prima vollta a Corto Dorico 2015 dove ha vinto il premio della Giuria.

Per quanto riguarda Merci Patron!, prosegue venerdì 17 marzo, ore 19, alla Libreria Bodoni di Torino il tour nazionale del film-documentario che nel 2016 ha infiammato la Francia, denunciando il fenomeno delle imprese che delocalizzano e alimentando il movimento Nuit debout. Tradotto dal francese e sottotitolato da Corto Dorico, Merci Patron! è stato proiettato in anteprima nazionale ad Ancona l’8 dicembre, raccogliendo l’attenzione del pubblico, della stampa e di altre realtà nazionali. Il suo tour è partito dall’Università di Ferrara, dove l’economista Paolo Pini lo ha presentato nella sua Facoltà il 20 dicembre.

A Torino la proiezione di Merci Patron! accompagnerà la presentazione del libro La ricchezza delle nazioni di Gabriel Zucman. Un’indagine sui paradisi fiscali di cui l’economista francese dell’Università di Berkeley ricostruisce la storia: come sono nati nel periodo tra le due guerre, assumendo nel tempo il ruolo centrale che svolgono oggi, con loro l’opacità finanziaria, fino a divenire la base delle crescenti ineguaglianze economiche nel mondo e una minaccia per le democrazie moderne.

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