Fabriano: manifestazione Indesit, 1500 lavoratori in corteo

Circa 1500 lavoratori di tutti gli stabilimenti Indesit in Italia hanno marciato Fabriano, da dove è partito il corteo indetto da Fiom, Fim e Uilm nazionali per protestare contro la chiusura dello stabilimento di None

Circa 1500 lavoratori di tutti gli stabilimenti Indesit in Italia si sono radunati in piazza della Repubblica a Fabriano, da dove è partito il corteo indetto da Fiom, Fim e Uilm nazionali per protestare contro la chiusura dello stabilimento di None, a Torino, la cui produzione sarà spostata in Polonia: 360 addetti sui 4.500 del gruppo elettrodomestico. Oggi in tutti i siti del gruppo i lavoratori sono in sciopero per otto ore.
Sfilano anche rappresentanze della Thermowatt di Arcevia e della Ariston Thermo Group di Genga.
"Dalla crisi non si esce chiudendo le fabbriche - dice Anna Trovò della Fim Cisl -, None si può salvare. Siamo qui per parlare all'ad e ai manager e convincerli a cambiare idea".

Anche il vescovo di Fabriano mons. Giancarlo Vecerrica è sceso in piazza con i lavoratori. "Noi che in qualche modo abbiamo responsabilità - ha detto - dobbiamo essere uniti perché si trovino tutte le soluzioni possibili per salvare i posti di lavoro e mantenere unite le famiglie: perché ne va della famiglia, sia a livello materiale sia spirituale".

Siamo consapevoli delle difficoltà che non solo la Indesit, ma l'intera manifattura italiana sta attraversando. Ma siamo qui per chiedere agli imprenditori di fare uno sforzo comune per salvare l'attività industriale, e per salvare None, senza delocalizzare in Polonia, come la Indesit è intenzionata a fare". Così Gianluca Ficco, responsabile nazionale elettrodomestici della Uilm-Uil. "A Fabriano - ha detto - sono presenti 200 lavoratori Indesit da None, 100 da Caserta, e altri da Comunanza".

"Siamo qui per accogliere i lavoratori e le istituzioni - ha detto il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola -, non per testimoniare, ma per condividere un disagio, rappresentarlo alle imprese e alle altre istituzioni. Su questa vertenza attiveremo azioni nei confronti della Regione, della Provincia e dello Stato, così come abbiamo fatto con la crisi dell'Antonio Merloni. Noi vogliamo difendere sia chi il lavoro lo crea, si con chi il lavoro lo difende, perché non lo vuole perdere. Siamo con i lavoratori sempre e comunque".

Il corteo è arrivato davanti all'ingresso della sede legale di Indesit Company attorno alle 11 e 30. Tante le bandiere sindacali, molti i cartelli di protesta "Noi ci mettiamo la faccia, voi ci colpite alle spalle", tamburi e lancio di petardi e fumogeni tricolore a segnare il tragitto di circa un km percorso dai lavoratori, sorvegliati da una cinquantina di agenti di polizia e carabinieri.Dal palco allestito a poche centinaia di metri dall'edificio che ospita gli uffici Indesit, ci sono stati diversi interventi, aperti dal segretario provinciale della Fim-Cisl di Ancona Andrea Cocco. La conclusione del comizio è affidata al delegato nazionale della Fiom-Cgil Alessandro Pagano.

La manifestazione si è quindi conclusa senza incidenti verso le 13.

Fonte: ANSA
 

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