Truffa del Bonus cultura, Rabini (Fdi): «Per le famiglie un danno oltre alla beffa»

Il portavoce provinciale di Fratelli d'Italia: «Giusto punire chi ha ideato la frode, ma si venga incontro alle famiglie già colpite duramente dalla crisi»

Lorenzo Rabini, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia

Il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Lorenzo Rabini, interviene nel merito della truffa del Bonus cultura. «Proprio nella nostra provincia, a Jesi in particolare, la Guardia di Finanza ha scoperto un negozio di informatica che era il centro di una frode relativa al denaro proveniente dal Bonus cultura ma investito su tutt’altro genere di destinazione ammessa dalla normativa statale - spiega Rabini -. I soldi dello Stato relativi al bonus erano destinati agli studenti che, dopo aver compiuto 18 anni, potevano utilizzare una somma (500 euro) per libri, biglietti concerti, mostre, fiere, musei, spettacoli di teatro e cinema, ma nella nostra provincia gli ideatori della truffa hanno coinvolto decine e decine di ragazzi che hanno invece acquistato prodotti elettronici, cellulari, playstation ed altro». 

«Ora, è vero che la legge non ammette ignoranza - continua Rabini - e quindi i ragazzi o le loro famiglie avrebbero dovuto ben conoscere ciò che era lecito acquistare con quel bonus o no, ma è altrettanto vero che la strategia dei truffaldini è stata la principale protagonista della frode con la vendita di prodotti tramite denaro che non poteva appunto essere utilizzato per quella finalità commerciale. Tra l’altro - aggiunge Rabini - molte famiglie erano addirittura all’oscuro di queste operazioni, seguite direttamente dai figli maggiorenni, salvo venirne a conoscenza nel momento in cui sono arrivate a casa sanzioni economiche fino al triplo dell’importo indebitamente autorizzato dai loro figli». 

«Da qualche giorno - conclude Rabini - mi arrivano tantissime telefonate di genitori che mi hanno posto il problema di dover pagare cifre importanti in un momento in cui nelle famiglie soldi non ci sono. Resta dunque davvero, questa della frode del Bonus Cultura, un fatto incredibile, dove giustamente e doverosamente gli autori della frode devono pagare per gli illeciti commessi, e dall’altra parte ci sono centinaia di famiglie che non sanno come fare per pagare le salatissime sanzioni. E’ proprio il caso di dire che per i nuclei familiari è il classico danno oltre alla beffa. Mi auguro che si possa trovare una modalità adeguata e rispettosa delle normative per venire incontro a tutte le famiglie già duramente colpite dalla crisi economica Covid e che non hanno le capacità di pagare per una rete truffaldina nella quale sono caduti i propri figli». 

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