Cronaca

Banchi monoposto e lezioni nelle mense: come ripartiranno le scuole ad Ancona

Ecco come si tornerà in classe durante l'emergenza Coronavirus negli otto istituti comprensivi della città

Foto di repertorio

Le scuole di Ancona si preparano ad accogliere di nuovo gli studenti dal prossimo 14 settembre, ma come si tornerà sui banchi durante l’emergenza Covid? Ha risposto l’assessore alle politiche educative Tiziana Borini, interrogata in consiglio comunale Claudio Freddara (Pd). La Borini ha escluso, al momento, lo smembramento delle classi e tantomeno il trasferimento di studenti in altre strutture. 

«Dopo l’uscita delle linee guida il direttore generale ha formalizzato l’istituzione di un gruppo di lavoro, di cui fanno parte vari tecnici e con il compito di assicurare l’apertura delle scuole- ha spiegato la Borini- abbiamo già incontrato i dirigenti scolastici di tutti gli 8 istituti comprensivi per concordare i lavori da eseguire». L’assessore ha spiegato di aver incontrato anche i presidenti di consigli di istituto e alcuni rappresentanti dei genitori prima di ricevere linee guida più precise da parte dell’ufficio scolastico regionale: «Tra il 14 e il 15 luglio i geometri del Comune hanno fatto sopralluoghi nelle situazioni segnalate come “critiche” nei singoli plessi e nei verbali vengono segnalate le aule inadeguate, proposte soluzioni e previsto l’acquisto di arredi ma anche lo sgombero di materiale obsoleto per poter usare tutti gli spazi possibili». Per l’acquisto degli arredi il Comune può disporre di 24 mila euro e, spiega l’assessore, ne verranno stanziati altri 70mila per acquistare i banchi monoposto. 

«Sono state individuate le scuole dove si dovrà modificare l’organizzazione della mensa per un diverso utilizzo del refettorio- ha detto la Borini- in quei casi ci si attrezzerà con il pranzo in aula. Nella stragrande maggioranza delle situazioni si tratterà di intervenire con veloci misure di edilizia leggera come tirare su una parete per creare un salone e dividere due aule, oppure viceversa abbatterne una per ricavare un’aula più grande. Le situazioni critiche sono estremamente ridotte e comunque soggette a variazioni delle linee guida, che sembrano essere al vaglio degli esperti». 
 

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