Spiagge libere off limits di sera, lettera al sindaco: «Al tramonto si rischia il Covid?»

Il comitato Mezzavalle Libera e le altre associazioni criticano l'ordinanza di Valeria Mancinelli: «Perché vietare l'accesso durante le ore notturne?»

Foto di repertorio

«A contemplare il tramonto gratis ad Ancona si rischia il contagio?». Se lo chiedono i componenti del comitato Mezzavalle Libera e delle associazioni Aps Portonovo per Tutti, circolo Il Pungitopo Ancona, comitato Mare Libero, Forum Paesaggio Marche e Italia Nostra Ancona in una lettera aperta rivolta alla sindaca Valeria Mancinelli, in merito al divieto di usufruire delle spiagge libere nelle ore serali per l’emergenza Covid. Questo il testo della lettera firmata da tutte le associazioni che tornano ad attaccare l’Amministrazione comunale sul tema della gestione del litorale non in concessione: 

«Signora sindaca, i cittadini di Ancona vengono privati senza alcun ragionevole motivo della possibilità di contemplare l’alba, il tramonto e il cielo stellato, dalle proprie spiagge libere, ma non dalle spiagge date in concessione agli imprenditori. Al punto 3 dell’ordinanza integrativa 2/2020 del Comune di Ancona “sull’utilizzo del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative ai fini della prevenzione e della gestione dell’emergenza Covid-19”, Lei stabilisce che durante i prossimi mesi “E' fatto divieto di accedere alle spiagge nei tratti di arenile liberi durante le ore notturne, dalle ore 21 alle ore 06”. Ci sembra un provvedimento immotivato e incomprensibile. Comporta un grave danno alla qualità della vita dei cittadini, che saranno costretti a fuggire di corsa dalle spiagge libere appena il sole è sceso sotto l’orizzonte, senza alcun ragionevole motivo, per non incappare in costose contravvenzioni. La luce del crepuscolo non fa ammalare le persone, ma le sana, così come la contemplazione del cielo stellato. Lo chieda al suo dottore. Inoltre, una matematica elementare ce lo insegna, ridurre lo spazio di movimento significa ostacolare le possibilità di distanziamento, e spingere proprio all’assembramento. E poi, perché c’è rischio di contagio solo nelle spiagge libere? In Ancona, mentre la movida, i soldi che girano, possono far accalcare centinaia di giovani in piazza del Plebiscito e nelle spiagge gestite dagli imprenditori, lei decide di limitare il cittadino nei suoi diritti fondamentali, nel suo naturale e gratuito spazio di movimento (e distanziamento). Sembra evidente che il Comune di Ancona valuti il livello di rischio di contagio in maniera differente, a seconda che il cittadino debba pagare o meno per godersi il crepuscolo. Questo secondo noi è inaccettabile, per non dire vergognoso. Signora sindaca, frequentando al crepuscolo le spiagge libere, in Ancona, non si rischia il contagio. Al contrario, lo si contrasta e si favorisce il distanziamento. Se il fine dell’ordinanza è invece un altro, ossia impedire danneggiamenti, risse o altro, problema che riguarda soprattutto le concessioni, allora l’ordinanza va riscritta nei fini che richiama, negli orari, nella forma del divieto. Pertanto le chiediamo di rettificare le sua ordinanza, eliminando il provvedimento che vieta l’accesso alle spiagge libere dalle 21 alle 6, e così ripristinando la libertà di godere della bellezza della notte sulle nostre spiagge». 

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