Rebus ombrelloni, operatori bloccati: «Quest'estate non ci sarà posto per tutti»

La stagione balneare si avvicina, ma a Portonovo c'è incertezza su distanze e misure di sicurezza. Spazi ridotti e controlli rigidi: «Non possiamo fare gli sceriffi di mare»

Uno spettacolare scorcio di Portonovo

Quattro metri tra una fila e l’altra, 12 metri quadrati di area per ombrellone, sotto al quale potranno sistemarsi al massimo 4 persone. Distanziate di almeno un metro, ovviamente, anche in acqua. Finirà che servirà il righello per definire gli spazi di una spiaggia non più a misura d’uomo. Un problema ancora più sentito a Portonovo, che non è vasta come Senigallia o Numana. Nella baia accalcarsi è la norma, specie ad agosto. Come funzionerà nella prima estate del Coronavirus? Gli operatori non sanno che pesci pigliare. Si improvvisano geometri, abbozzano progetti sulle planimetrie delle loro concessioni. Ma è un rebus inestricabile senza linee guida: è attesa per lunedì l’agognata ordinanza regionale che dovrebbe fugare ogni dubbio e confermare le ultime indiscrezioni in materia di sicurezza sui litorali, mentre la stagione balneare è alle porte. La data del 29 maggio non è ufficiale, ma sembra la più probabile.

Riaprire, sì. Ma come? A Portonovo si approfitta della pausa forzata per dipingere, stuccare, rifare il look agli chalet, mentre un tuffo in mare, mai così placido e cristallino, resta un sogno proibito per gli anconetani, almeno fino al 18 maggio, secondo l’ordinanza comunale. Certo, programmare la stagione è un bel problema: la redistribuzione degli spazi, in nome della sicurezza, comporterà una drastica riduzione del numero degli ombrelloni e si teme che una parte dei fedelissimi della baia per quest’anno dovrà rinunciare. Da Giacchetti hanno trovato subito una soluzione, dolorosa ma giudicata inevitabile: gli ombrelloni stagionali verranno venduti solo con il pacchetto completo, comprensivo di lettini, sdraio, capanno e posto auto. E alla Capannina? «Navighiamo a vista: quando qualcuno ci darà indicazioni precise, prenderemo una decisione - spiega Maurizio Sonnino -. Avevamo fatto un piano di lavoro con le prime misure, ma tutto cambia di giorno in giorno e dovremo rimetterci mano. Per ora perdiamo circa il 40% di spazio. Siccome non possiamo decidere noi a chi togliere l’ombrellone, stiamo pensando di restituire le caparre e dare una settimana di tempo agli stagionali per le prelazioni, stabilendo i giorni in cui vogliono prenotare».

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Da SpiaggiaBonetti, invece, si pensa a una soluzione diversa: una rotazione familiare. «E’ un modo per non scontentare tutti: una turnazione giornaliera, distribuendo l’uso degli ombrelloni nell’arco della settimana - spiega Paolo Bonetti -. Certo ne perderemo almeno un 40% con queste nuove regole e sarà tutto più complicato, a partire dalla sanificazione e dall’attività di ristorazione. Ma i controlli sulle distanze, no: non possiamo farli noi. Ciascuno dovrà rendersi responsabile delle proprie azioni, non possiamo diventare sceriffi del mare». Anche dall’altra parte della baia l’incertezza è sovrana. «Ci stiamo organizzando per accogliere le persone nel modo più sicuro possibile, ma aspettiamo indicazioni chiare - dicono Giacomo Giacchetti e Giada Bedinelli del Molo -. I clienti ci fanno tante domande, a partire da quando comincerà la stagione, noi non sappiamo cosa rispondere. Ancora non sappiamo nemmeno quanti ombrelloni piantare, quanti tavoli disporre al ristorante, quali misure dovremo adottare: speriamo di poter sfruttare maggiore spazio esterno, come ha promesso il sindaco, perché all’interno su 100 coperti ne salveremo una trentina». E Giada ha scritto una lettera proprio a Valeria Mancinelli chiedendo delucidazioni: «Abbiamo 14 dipendenti stagionali, alcuni che lavorano con noi da oltre trent’anni: vorremmo confermarli tutti, ma abbiamo bisogno di risposte». Le stesse che cerca Marcello Nicolini per il suo ristorante: «Di voci se ne sentono tante, ma di notizie certe non ne abbiamo. Attendiamo delle linee-guida prima di muoverci, intanto abbiamo sanificato tutto e stiamo svolgendo i lavori di ristrutturazione. C'è una confusione pazzesca, di sicuro non potremo fare anche gli infermieri, oltre che i ristoratori: per cui, quando uscirà il decreto spiagge, rifletteremo se sia conveniente o meno aprire a certe condizioni». 

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