Cronaca

Le scuole paritarie pronte a ripartire, ma il decreto "Rilancio" le ignora

L’Istituto di via Matteotti di Ancona non ha mai interrotto l’attività didattica per la scuola primaria e secondaria di primo grado

Foto di repertorio

L’Istituto Maestre Pie Venerini di Ancona, così come tutte le altre scuole gestite dalla Congregazione, da cooperative e parrocchie ad essa collegate, aderisce all’agitazione promossa dalla Cism (Conferenza italiana scuole maggiori) e dall’Usmi (Unione superiore maggiori italiane) per manifestare il disagio e le difficoltà che le scuole pubbliche paritarie cattoliche stanno attraversando in questa contingenza pandemica, e tuttavia ignorate dall’ultimo decreto Rilancio.

L’Istituto di via Matteotti di Ancona non ha mai interrotto l’attività didattica per la scuola primaria e secondaria di primo grado, che è proseguita in modalità telematica sin dal primo giorno di chiusura, e sono pronte a ripartire con la scuola dell’infanzia già a giugno, non appena il Ministero renderà operativi i protocolli da adottare in materia sanitaria: ma per quanto riguarda l’assistenza agli istituti paritari, che rischiano seriamente di non riaprire a settembre, il silenzio del governo è assordante, non essendo stato dato alcun segno su come il settore possa essere sostenuto ed anzi incoraggiato, oltretutto occupando migliaia di docenti ed assicurando sostegno didattico ad almeno seicentomila ragazzi, che diversamente dovrebbero riversarsi sulla scuola pubblica, con intuibile aggravio di problemi logistici.

Nelle giornate del 19 e 20 maggio è dunque indetta agitazione delle scuole paritarie, con didattica che proseguirà regolarmente ma con invito aperto a tutti gli operatori del settore, dagli organi centrali a quelli periferici, a volgere attenzione al grido di sofferenza proveniente dagli Istituti operanti sul territorio. Ci si prepara al nuovo anno scolastico dunque, ma già a giugno le Maestre Pie Venerini, definitivamente affiancate in cooperativa a “Il Picchio”, sono pronte ad avviare i programmi estivi per la scuola dell’infanzia, assicurando ai più piccoli quella socialità drammaticamente interrotta a marzo. Ma un sostegno concreto, serio e tangibile del governo è necessario, quello non è rinviabile.

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