Parto prematuro per il Covid, lieto fine: la mamma coraggio ha sconfitto il nemico

La donna era stata sottoposta al Salesi a un taglio cesareo d'urgenza per il peggioramento delle sue condizioni: era stata intubata, ora è fuori pericolo

Foto di repertorio

Era stata sottoposta a un taglio cesareo d’urgenza dopo che le sue condizioni erano peggiorate a causa del Coronavirus. Dopo aver combattuto per giorni, la quarantenne ha sconfitto il nemico invisibile ed è fuori pericolo. A darne notizia, il dottor Alessandro Simonini, primario del reparto di Rianimazione del Salesi. La donna era stata ricoverata il 4 aprile scorso in seguito ad insufficienza respiratoria dovuta all’infezione da Covid-19. La paziente, alla trentesima settimana di gestazione, era stata presa in carico dall’equipe della Rianimazione Pediatrica e il caso era stato gestito in collaborazione con la clinica di Ostetricia e Ginecologia diretta dal professor Andrea Ciavattini e con la Neonatologia diretta dal professor Virgilio Carnielli.

Due giorni dopo, in seguito al rapido peggioramento della funzionalità respiratoria, la donna è stata sottoposta a parto cesareo in regime di urgenza. Il neonato è stato assistito dall’equipe neonatologica e successivamente ricoverato in isolamento presso la Rianimazione Pediatrica. Le condizioni cliniche del piccolo si sono sempre mantenute buone e il tampone per la ricerca del Sars-CoV2, eseguito il giorno successivo alla nascita, è risultato negativo. Sono stati effettuati due ulteriori tamponi, a 9 e 10 giorni dalla nascita, entrambi risultati negativi. Il neonato è rimasto in Rianimazione Pediatrica insieme alla madre con la quale non è mai venuto in contatto perché entrambi ricoverati in stanze di isolamento e il 16 aprile è stato trasferito nel reparto di Neonatologia. Il decorso clinico della paziente si è caratterizzato da una prima fase di rapido peggioramento che ha richiesto il passaggio dalla ventilazione assistita non invasiva all’intubazione tracheale con ventilazione meccanica e il parto cesareo in urgenza per evitare, al feto, ripercussioni dell’insufficienza respiratoria materna.

«In una seconda fase - spiega il dottor Simonini - abbiamo assistito a una stazionaria criticità del quadro clinico, soprattutto respiratorio in quanto alla polmonite interstiziale da Sard-CoV2 si è verosimilmente sovrapposto un processo infettivo di origine batterica, gestita in collaborazione con la Sod Malattie Infettive diretta dal dottor Marcello Tavio. La gestione della ventilazione della paziente è stata ottimizzata sul quadro clinico, valutando costantemente la risposta alle manovre e riadattando le impostazioni del ventilatore sulla base del monitoraggio (parametri respiratori, polmonari, ecografici, ecc) e periodi di miglioramento clinico si alternavano a quadri peggiorativi. Nella terza fase la funzione respiratoria della paziente si mostrava progressivamente migliorativa con riduzione del supporto meccanico fino al 14 aprile, quando la paziente è stata estubata per iniziare immediatamente il trattamento fisioterapico e un supporto ventilatorio non invasivo. Per il progressivo ulteriore miglioramento delle condizioni generali, nel pomeriggio di sabato 18 febbraio la paziente ha lasciato la Rianimazione Pediatrica ed è stata trasferita, per il proseguimento delle cure, nel reparto Covid-3 dell’ospedale di Torrette, diretto dalla dottoressa Lina Zuccatosta. Il tampone eseguito il giorno stesso è risultato negativo così come un secondo». Dunque, la paziente ha sconfitto il Coronavirus e presto potrà vedere la creatura che ha dato alla luce. 

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