Covid Hospital, triage esterno e un'area di biocontenimento: metamorfosi a Torrette

Approvato il piano strategico della direzione sanitaria, l'ospedale regionale cambia volto per fronteggiare al meglio l'emergenza Coronavirus

Il triage esterno al Pronto soccorso di Torrette

Un Covid Hospital con una cinquantina di posti letto. Un Pronto soccorso rivoluzionato, con un’area di biocontenimento. Un Triage esterno per ridurre il più possibile il rischio di contagi.

L’emergenza Coronavirus continua a definire la metamorfosi dell’ospedale regionale. La task force coordinata dal direttore sanitario Alfredo Cordoni ha elaborato un piano organizzativo approvato ieri dal Collegio di direzione degli Ospedali Riuniti. A Torrette verrà creato un vero e proprio Covid Hospital all’interno della palazzina delle Malattie Infettive: qui sono previsti 40 posti letto con Ecmo più altri 9 in terapia subintensiva, oltre ai 10 della Rianimazione dedicati ai Covid-pazienti. Cambia profondamente anche la gestione dell’emergenza-urgenza. Sono operativi il container (per pazienti sospetti) e il tendone (per gli accompagnatori) del pre-triage allestito all’esterno. Il Pronto soccorso, invece, è stato suddiviso in due sezioni: quella ordinaria e un’area di biocontenimento, con 8 box, in cui i pazienti con insufficienza respiratoria acuta o con sintomi riconducibili al Covid-19 stazioneranno in attesa di capire se sono positivi o no, per poi essere destinati ai reparti di competenza.

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Non solo: verrà creata anche un’area a setting assistenziale basso per pazienti che potrebbero essere dimessi ma, per varie ragioni, sono costretti a rimanere all’ospedale. Verrà ricavata dall’accorpamento di alcuni reparti non strategici, destinati ad essere smantellati in tutto o in parte, in modo da indirizzare posti letto e professionalità al servizio dell’emergenza Coronavirus. E se non dovesse bastare? Lo scenario più plausibile, nel caso in cui l’epidemia si espandesse ancora, è l’individuazione di un ospedale unico per i pazienti affetti da Covid-19. La scelta, in ogni caso, difficilmente ricadrebbe su Torrette perché rischierebbe di compromettere la sua operatività in ambito emergenziale di secondo livello.  

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