Spiagge libere, il comitato di Mezzavalle: «Sconcertati dalle fake news della sindaca»

Dura critica sugli spazi riservati ai turisti e non solo. La replica di Valeria Mancinelli: «Parliamo di 40 postisu 1.300 per far venire qualcuno al mare da noi»

Foto di repertorio

«Siamo sconcertati dall’autoritarismo e dalla mistificazione della realtà con cui la sindaca sta adottando le misure per la prevenzione, gestione, contrasto e controllo dell’emergenza Covid nelle spiagge del Comune di Ancona». Così il comitato Mezzavalle Libera interviene a proposito della gestione delle spiagge libere, nel giorno dell’inaugurazione della stagione balneare: le critiche nascono dalla decisione di riservare parte della spiaggia di Portonovo ai turisti, ma non solo. «La sindaca Valeria Mancinelli contrabbanda una questione di principio, ossia il diritto delle cittadine e dei cittadini all'uso delle spiagge libere, con pochi posti riservati che non serviranno di sicuro a coprire la richiesta dei turisti. Purtroppo utilizza il suo ruolo istituzionale per dire l’ultima parola che naturalmente è, secondo lei, la verità assoluta e incontrovertibile. La sola forma di dialogo che riesce a concepire è a una direzione unica: la sua, quella dell'unica donna al comando della città. Ci sono 3 questioni su cui la città deve essere informata». 

L'attacco del Comitato 

La prima, sottolinea il comitato, è una questione di metodo: «Alla fine dell’incontro di martedì 26 maggio in videoconferenza con la sindaca ci è stato chiesto di collaborare per l’attuazione delle misure decise dall’Amministrazione Comunale per scongiurare il riemergere del Covid-19 nelle spiagge anconetane. Ma, nonostante da settimane l’avessimo richiesto, non siamo stati minimamente coinvolti nella discussione e condivisione di tali misure, così come il Consiglio comunale è stato escluso dalle decisioni della sindaca. E’ stata anche rigettata la nostra la richiesta di adottare le misure in modo sperimentale per un periodo di 2 settimane, sia in considerazione dell’evoluzione del virus, sia perché siamo certi che saranno necessari importanti aggiustamenti». Poi c’è una questione di equità sociale. «La diminuzione dei posti in spiaggia per via del distanziamento causerà grande disagio sociale, in particolare per i fruitori delle spiagge libere che a Portonovo sono già una porzione molto limitata rispetto alle spiagge date in concessione. Intaccare ulteriormente la disponibilità di posti gratuiti sulle spiagge libere cedendoli agli albergatori significa discriminare e escludere chi non può permettersi di pagare lettino e ombrellone. Non è accettabile che l’Amministrazione comunale privilegi chi viene da fuori a scapito dei propri cittadini meno abbienti, solo per favorire gli interessi economici degli imprenditori della baia». Infine, una questione di efficacia della spesa pubblica per il contrasto e il controllo dell’emergenza sanitaria. «La spesa di denaro pubblico per l’acquisto degli stalli di castagno 30x30 cm che dovrebbero favorire il cosiddetto “distanziamento sociale” nelle spiagge libere ci sembra uno spreco che inoltre causerà un deturpamento dell’ambiente naturale. Riteniamo che i cittadini non necessitino di strutture di segnalazione per il distanziamento in spiaggia, quando nella quotidianità sono abituati ed esercitati a distanziarsi autonomamente da soli. L’applicativo che dovrebbe consentire la prenotazione è ancora un oggetto misterioso, ora apprendiamo che entrerà in funzione tra una settimana, ma ancora non sono noti i criteri di funzionamento. Altrettanto oscuro è il metodo con cui è stato stabilito il numero dei posti fruibili nelle varie spiagge libere: a Mezzavalle, per esempio,  inizialmente ci era stato detto che sarebbero stati 1.000 (in linea con la nostra stima riportata nella tabella sottostante) ma i posti sono stati poi inspiegabilmente ridotti a 700. Sempre relativamente a Mezzavalle, dall’architetto Panariello del Comune ci è stato assicurato che stanno provvedendo alla riapertura dei bagni, così come al posizionamento delle boe a 300 metri per la sicurezza dei bagnanti e alla manutenzione dello stradello. Tra 1-2 settimane faremo un primo bilancio di questa fase emergenziale nelle spiagge libere di Ancona e speriamo che l’Amministrazione comunale sia disposta a farlo in un confronto pubblico, responsabile e trasparente con le cittadine e i cittadini di Ancona, con il Comitato Mezzavalle Libera e le altre Associazioni e Comitati con cui abbiamo firmato gli ultimi comunicati stampa sulla vicenda». 

La replica del sindaco 

Valeria Mancinelli ha affidato al proprio profilo Facebook la replica, respingendo le accuse al mittente. «Tra le mille cose da fare bisogna pure rispondere alle fake news o peggio, a quelle news tendenziose, che prendono una informazione, ne estrapolano una frasetta fuori contesto, la rimasticano e la rilanciano per pura propaganda. Vado alla questione. Alcuni esponenti di forze politiche e organizzazioni varie, dicono che il sindaco di Ancona ha deciso di sacrificare il diritto dei cittadini di godere delle spiagge libere di Portonovo e Mezzavalle per riservarle ai turisti degli alberghi della zona. Che la libertà di fruire delle spiagge libere da parte dei cittadini di Ancona soccombe di fronte a questa decisione. Le cose stanno così:

1) come sapete il numero di accessi alle spiagge libere quast'anno sarà contingentato per via delle regole Covid. Tra Portonovo e Mezzavale i posti/persona saranno circa 1.300.

2) Abbiamo un settore, quello turistico, in grave difficoltà. Lo sappiamo tutti e non sarà facile uscirne. Dobbiamo sperare che vengano i turisti. Altroché.

3) abbiamo pensato di riservare massimo 40 posti/persona complessivi sui 1.300 delle spiagge libere al possibile utilizzo dei turisti degli alberghi. Un numero equivalente di posti/persona sarà riservato anche dai concessionari delle spiagge. I 40 della spiaggia libera saranno prenotati dall'albergatore, al massimo 24 ore prima dell'utilizzo. Se gli spazi non vengono prenotati tornano a disposizione di tutti.

4) Si fa per evitare che un turista venga a Portonovo per andare al mare senza avere la certezza di  andarci. Oppure che debba svegliarsi alle 6 del mattino, come quando va al lavoro, per tentare di prenotarsi per accedere al mare. Il che fa ridere.

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Ecco. Questa è la sostanza. Parliamo di 40 posti/persona su 1.300 disponibili nelle spiagge libere. Parliamo del tentativo di far venire qualcuno al mare da noi, che le località balneari in Italia alternative son tante. Parliamo di un settore in cui lavorano tante persone, e io mi preoccupo non tanto del turista e della sua felicità ma delle decine di posti di lavoro che si porta dietro. Fare demagogia spicciola su queste cose dice molto sul senso della realtà di chi la fa, sulla consapevolezza dei problemi, dei posti di lavoro, delle necessità vere che dobbiamo affrontare. Un detto anconetano, che ripeto spesso, dice "A discore n'è fatiga". Ecco, meno chiacchiere, più serietà e più concretezza sarebbero graditi». 

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