Missione conclusa, i Medici Senza Frontiere ai saluti: «Un onore lavorare nelle Marche»

Dopo due mesi si chiude l'attività dei volontari in 41 strutture per anziani, 4 carceri e 7 Cas. La d.g. Asur, Nadia Storti: «Sinergia unica, un sostegno fondamentale»

Nadia Storti, d.g. di Asur Marche, consegna un omaggio ai Medici Senza Frontiere

Due mesi di attività in 41 strutture per anziani, in 4 istituti penitenziari e in 7 centri di accoglienza straordinaria (Cas). «A un certo punto della pandemia abbiamo compreso che era fondamentale bloccare il virus nel territorio, non solo negli ospedali: per questo ci siamo affidati a medici infermieri, psicologi e professionisti di Medici Senza Frontiere per le strutture territoriali sulla base di un accordo nato per l’Area Vasta 2», ha spiegato Nadia Storti, direttrice generale di Asur Marche, che ha ringraziato personalmente i rappresentanti di Msf per il lavoro svolto nella regione durante l’emergenza sanitaria. «Si è creata una forte sinergia tra pubblico e volontariato che ha stimolato tutti su comportamenti e modalità operative - ha aggiunto la dottoressa Storti -. Resteremo in contatto affinché questa collaborazione possa continuare per il futuro, a prescindere dal Covid». QUI IL VIDEO in una delle Rsa assistite. 

L'attività sul territorio 

L’intervento di Medici Senza Frontiere termina nelle Marche, dove ormai i contagi sono prossimi allo zero, ma continuerà in altre regioni dove restano attivi diversi team per formare operatori sanitari sulle misure per contenere l’epidemia e per proteggere persone vulnerabili come anziani, senzatetto e rifugiati. «Ringraziamo l’Asur per la stretta collaborazione che ci ha dato la possibilità di intervenire nelle Marche in maniera tempestiva, dimostrando come la prevenzione ed il contenimento dell’infezione siano decisivi per frenare la diffusione del virus tra le persone e le comunità più a rischio, come nelle Rsa, ma anche negli istituti penitenziari» ha commentato Tommaso Fabbri, capo progetto di Msf nelle Marche. «Abbiamo lavorato fianco a fianco con operatori spesso lasciati da soli ad affrontare questa emergenza, che non si sono mai tirati indietro, mettendo in campo tenacia e impegno con un’enorme dedizione. Per gli anziani, rimasti soli nelle strutture data la sospensione delle visite esterne, sono stati l'unica famiglia e l'unica cura». Nell’area compresa tra Fabriano, Jesi, Senigallia e Ancona, un team di Msf, composto da medici, infermieri, esperti di igiene e logisti, ha lavorato in 41 strutture per anziani, offrendo attività di formazione sul Covid-19 e supporto al personale sulle misure di prevenzione e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. In ogni struttura sono state identificate aree di isolamento e di quarantena per pazienti positivi o sospetti, individuando circuiti specifici per evitare contaminazioni. Per aiutare gli operatori delle Rsa a gestire un’epidemia senza precedenti, psicologi di Msf hanno attivato un servizio di supporto psicologico di cui hanno beneficiato circa 240 operatori. Per rafforzare l’intervento sul territorio, i team Msf hanno anche lavorato nell’hotel Covid di Senigallia, dove sono stati ospitati pazienti in via di guarigione, per fornire supporto sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione del contagio.

Le Unità speciali 

A Jesi, dove l’ospedale è intitolato a Carlo Urbani, ex presidente di Msf che ha dedicato la sua vita allo studio e alla lotta contro epidemie come la Sars, Msf ha effettuato un ciclo di formazioni per i 28 medici delle Usca, le Unità speciali per la continuità assistenziale, impegnati ad assistere pazienti positivi a domicilio. La formazione si è focalizzata sulle misure di prevenzione e mitigazione della diffusione del virus con particolare riferimento ai dispositivi di protezione individuali. Una formazione sull’utilizzo di un ecografo portatile, che permette l’esame ecografico direttamente al letto del paziente, è stata fornita ai team Usca di Jesi e Ancona Sud che sono così in grado di monitorare il coinvolgimento polmonare della malattia. In particolare, nell'Area Vasta 2 le Usca, dal 1° aprile (data della loro istituzione) al 28 maggio hanno eseguito 2079 interventi telefonici per presa in carico del paziente o follow-up telefonico per monitoraggio e rivalutazione del caso, 754 interventi domiciliari a casa di pazienti sintomatici con infezione da Covid-19 sospetta o accertata per esecuzione dell’anamnesi ed esame obiettivo più eventuali consegna e somministrazione della terapia, esecuzione del tampone, esecuzione dell’ecografia polmonare o consegna del saturimetro per la rilevazione autonoma e 639 tamponi per la diagnosi di infezione da Covid-19. 

Nelle carceri e nei Cas 

I team Msf hanno anche lavorato nelle carceri di Montacuto e Barcaglione e in quelli Fossombrone e Pesaro dove sono state organizzate sessioni di formazione sul Coronavirus per i detenuti e il personale degli istituti e implementati piani di preparazione e risposta per far fronte all'epidemia. Per raggiungere le fasce più deboli, i team Msf hanno inoltre supportato 7 Cas dove sono state fornite indicazioni sulla gestione degli spazi e sulle misure di contenimento e prevenzione e sono state svolte sessioni di promozione alla salute a operatori sociali e gruppi di persone che vivono in condizioni di marginalità.

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Il ricordo di Carlo Urbani 

«La prima e devastante ondata epidemica è ormai passata, ma è indispensabile continuare a tenere alta la guardia e prepararsi a gestire le prossime fasi, incluso il rischio di nuovi picchi di contagi - hanno aggiunto il dottor Tommaso Fabbri e la dottoressa Barbara Maccagno, responsabile medico delle attività nelle Marche -. A febbraio nessuno avrebbe potuto dirsi in grado di rispondere all’emergenza, oggi è importante più che mai prepararsi accuratamente, soprattutto a livello del territorio, tramite una solida coordinazione tra tutti gli attori coinvolti nella risposta. Per noi è stato un orgoglio lavorare nella regione di Carlo Urbani, ex presidente di Msf. Siamo stati accolti con un tappeto rosso». E per ringraziarli del loro operato, l'Asur Marche ha consegnato una pergamena ai Medici Senza Frontiere per esprimere «profonda riconoscenza per la presiosa e qualificata attività prestata». Il dottor Giovanni Guidi ha sottolineato che su 4500 posti letto dell’Area Vasta 2, di cui è direttore, tra Rsa, Rp e case di riposo, «il dato dei decessi per Covid è stato inferiore al 2%, quindi al di sotto del dato nazionale. Un intervento così capillare in un territorio di 500mila persone si è potuto organizzare solo grazie alla collaborazione dei direttori dei distretti», ovvero Franco Dolcini del distretto di Ancona, Giuseppina Masotti (Fabriano), Gabriella Beccaceci (Jesi) e Alessandro Marini (Senigallia).  

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