Librerie aperte, ma non si lavora: «Come paghiamo i fornitori se viviamo alla giornata?»

Porte aperte, ingressi regolati. Librerie e cartolerie tornano operative, ma i titolari si trovano a dover onorare le spese di fornitura nonostante l'inattività

Simona Rossi

Librerie e cartolerie riaprono (GUARDA IL VIDEO). Problemi finiti? No. I fornitori bussano alla porta, tra pochi giorni arriveranno le scorte di zaini e materiale scolastico per settembre, ammesso che dopo l’estate non si prosegua con la didattica a distanza. Nulla e deciso su quando si tornerà tra i banchi, ma quelle scorte che Simona Paolucci attende a breve nel suo “Emporio Fogola” andranno comunque pagate. «Le forniture vanno onorate comunque, sia quelle precedenti alla chiusura che non siamo riusciti ad annullare ma anche quelle che faremo d’ora in poi- spiega la titolare- sta per arrivare il materiale scolastico, ma si vive alla giornata e c’è confusione, ora mi trovo a dover decidere se ridurre gli ordini o meno. Insomma, riapriamo ma ora è tempo di strategie- continua Simona- i fornitori vogliono continuità nei pagamenti anche perché sono in ballo le agevolazioni fiscali da parte dello Stato e, in teoria, loro vedono i negozi come delle realtà sostenute anche se poi bisogna vedere chi rientra in questi bonus e chi no». 

Libreria sospesa

A battere cassa, dopo un mese di incassi zero, sono anche i fornitori di servizi e i proprietari dei locali. Il sistema della libreria sospesa” ha permesso alla libreria Fogola (non inganni il nome, le gestioni sono diverse) a pagare quantomeno la locazione del negozio di corso Mazzini: «E’ stato un mese difficile anche se con un po' di inventiva e tanto affetto dei nostri clienti siamo riusciti a non azzerare del tutto le entrate- spiega Simona Rossi- abbiamo attivato una sorta di buono spendibile in futuro». Si tratta di bonifici attivati durante il lockdown, la cui ricevuta può essere mostrata al titolare della libreria e utilizzata come buono spesa. «Abbiamo avuto un buono generoso di un ragazzo anconetano che vive in Lussemburgo, ci ha scritto che ricordava quando comprava qui i libri della scuola e che sa di trovarci ancora». Valentina Conti è un’editrice e titolare della Libreria delle Muse. Ha deciso di aprire solo in orario mattutino: «Le librerie sono sempre state un luogo di incontro e confronto, ora si entra uno alla volta, in queste ultime settimane ho continuato a lavorare come casa editrice, ma ho pubblicato solo due libri anche per dare un segnale- spiega la Conti- nei prossimi giorni usciranno altre pubblicazioni già pronte perché bisogna ricominciare a leggere».

«E' solo una goccia d'acqua»

Alla libreria Gulliver-Mondadori questa mattina si è presentata una decina di persone, ma i libri si ritiravano attraverso la grata. Dentro non c'erano ancora le misure di sicurezza necessarie per poter garantire l’accesso dei clienti. Francesco Ricci, il titolare, trova nella riapertura una magra consolazione: «Veniamo da un mese di totale mancanza di incasso. Certo, riapriamo, ma queste sono solo gocce rispetto a tutta l’acqua di cui avremmo bisogno. La situazione prima non era rosea, per usare un eufemismo, e adesso siamo a qualcosa che somiglia all’orlo del baratro». 
 

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