Personale 118, il sindacato: «Stop discrepanze, omogeneizzare posizioni lavorative»

La proposta del FVM Marche sulle differenti posizioni lavorative

Lo scorso 23 aprile il Servizio Salute della Regione Marche ha convocato i sindacati per discutere anche della stabilizzazione del personale precario. Da tempo i sindacati rivendicano la carenza cronica di personale nelle diverse realtà sanitarie della Regione: «L’emergenza per il di SARS-CoV-2 ha evidenziato in maniera inequivocabile che tale condizione non poteva protrarsi oltre- spiega Alessadra Moraca, vicepresidente della Federazione veterinari  medici Marche- il sindacato FVM, che si è reso disponibile a valutare quanto proposto dalla Regione Marche per ciò che concerne la stabilizzazione dei medici-veterinari, ha richiesto l’impegno da parte della stessa di deliberare anche in merito alla vicenda dei colleghi del 118 che a tutt’oggi aspettano di passare alla dipendenza. Nel dicembre 2019 il Consiglio Regionale ha approvato la mozione 543 al fine di ottimizzare l’utilizzo del personale sanitario operante nel settore dell’emergenza urgenza, per poter dare la possibilità ai colleghi dl 118 di passare alla dipendenza».

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«Durante quest’ emergenza il sistema del 118 ha evidenziato l’importanza del ruolo che riveste come anello di congiunzione tra il Territorio e l’Ospedale. Ha altresì dimostrato che l’integrazione tra il personale del 118 ed il territorio è indispensabile al fine di garantire la massima continuità delle cure al paziente in fase di emergenza-urgenza. Rendere omogenea la posizione lavorativa di questi medici ridurrà ulteriormente la frammentazione tra il territorio e l’ospedale tutelando i medici dell’emergenza preospedaliera e rendendo più omogenei i diritti e i doveri dei medici che operano nella nostra Regione al fine di migliorare ulteriormente il servizio offerto ai cittadini. Questo potrebbe essere il momento storico più giusto per sanare questa discrepanza che si protrae ormai da tempo e che sarebbe un riconoscimento per chi ha svolto ogni giorno il proprio lavoro con dedizione, mettendo a rischio la propria vita».
 

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