La "fase due" in breve, cosa si potrà fare e cosa no: la tabella completa

Una tabella di quello che sarà possibile fare e non dal prossimo 4 maggio

Foto di repertorio

Le aperture previste per la "fase 2" dall'ultimo decreto del Presidente del Consiglio. Attivi da oggi il comparto manifatturiero e il commercio all'ingrosso legato all'export, oltre ai cantieri pubblici, edilizia compresa“In sintesi. Per il resto, ecco una tabella di quello che sarà possibile fare e non dal 4 maggio.  

Si potrà fare

-Incontri con familiari più stretti

Sarà possibile far visita ai familiari più stretti, ma senza creare assembramenti e indossando le mascherine. 

-Cerimonie funebri 

ma solo con familiari più stretti (max 15 persone e preferibilmente all’aperto)

-Cibo da asporto

Si può ordinare nei ristoranti senza creare assembramento all’esterno. Bisognerà mettersi in fila. 

Accesso a parchi, ville e giardini

Possibile, ma solo evitando assembramenti (distanza di almeno un metro tra persone). I singoli Comuni possono disporre la chiusura di specifiche zone dove non è possibile garantire le misure di sicurezza. Chiuse le aree comuni di gioco per bambini 

Lo sport 

E’ possibile l'attività motoria e sportiva anche lontano da casa. "Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionali dal Coni e dalle federazioni, ma solo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, evitando assembramenti. Dunque allenamenti a porte chiuse per le discipline individuali". Ora per fare attività fisica ci si potrà allontanare dalla propria abitazione, ma rispettando la distanza di almeno due metri dalle altre persone se si tratta di attività sportiva più dinamica, mentre basterà un metro se si tratta di semplice attività motoria.

Non si potrà fare 

- Spostamenti fuori regione salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute

- Messe e cerimonie religiose

- andare dal parrucchiere, estetista o barbiere

- organizzare attività culturali o ricreative

- andare in centri termali (se non per motivi che rientrano nei livelli essenziali di assistenza)

- organizzare feste in casa

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Obbligo 

«Nel decreto si legge che è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza»
 

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