Spiaggia libera a 2 euro, i Verdi: «Idea per contribuire alle spese del Comune»

La precisazione di Marco Nocchi, portavoce del partito: «L'Amministrazione dovrà installare bagni e docce e garantire i controlli, era solo una proposta: ci batteremo sempre per il mare gratuito»

Foto di repertorio

«La nostra era solo un’idea: avevamo proposto un contributo di 2 euro per le spiagge libere per venire incontro alle difficoltà dell’Amministrazione comunale, che dovrà sobbarcarsi costi importanti per la gestione, il controllo e l’installazione di bagni e docce. Sia chiaro: noi ci siamo sempre battuti per l’accesso libero alle spiagge». Così Marco Nocchi, portavoce dei Verdi, intervenuto sulla polemica nata dopo la proposta del partito che aveva suggerito una quota di 2 euro per l’accesso alle spiagge libere. Lega, Forza Italia e Altra Idea di Città hanno apertamente manifestato la loro contrarietà alla proposta dei Verdi, che qui riportiamo: 

«La nostra idea nasce dal dibattito sulla destinazione a gestione privata delle spiagge libere per permettere una fruizione in sicurezza e questo riteniamo sia in contrasto con il fatto che il demanio sia pubblico e in quanto tale tutti hanno il diritto di accedervi liberamente, soprattutto le fasce deboli della società: bambini, anziani e disabili o persone con particolari malattie che beneficiano dell’ambiente marino. Inoltre nelle Marche la quota minima di spiaggia libera o libera attrezzata deve essere del 25% così come indicano le Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Gestione Integrata delle Aree Costiere e aumentare le concessioni anche alle spiagge libere rischierebbe di andare in contrasto con tale norma. La proposta dei Verdi di Ancona è quella di prevedere arenili pubblici con servizi come il modello spagnolo, ovvero l’amministrazione comunale mette a disposizione dei cittadini docce pubbliche, servizi igienici, manutenzione del litorale, come già previsto dalla normativa regionale e in aggiunta installerà  basi di ombrelloni alla distanza indicata dai futuri regolamenti o linee guida nazionali e/o regionali, così ognuno potrà portare a suo piacimento ombrellone, lettino, sdraietta o semplici teli. Ogni spazio/ombrellone potrà essere utilizzato da un nucleo familiare (conviventi o congiunti), non sarà permesso a gruppi di amici o parenti che non vivono assieme, per non creare occasioni di contagio. La prenotazione potrebbe avvenire tramite App, ma per evitare il digital divide ci auguriamo venga messo a disposizione anche un numero telefonico. Il sistema dovrà prevedere un indice di rotazione alle prenotazioni per permettere un accesso democratico alla spiaggia e probabilmente con  turni mattino/pomeriggio. I costi? L’utente pagherà un prezzo simbolico di 2 euro a turno per ogni “spazio ombrellone”, mentre l’amministrazione dovrà coprire i costi del personale che si occupa della gestione della spiaggia, prenotazione, sorveglianza e pulizia, della sanificazione e naturalmente dell’eventuale noleggio e installazione delle basi ombrelloni». 

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