Niente acqua, costrette al viavai alla fontana: «Situazione drammatica in caso di quarantena»

Il legale che assiste Giulia e Simona sollecità l'intervento del Comune: «In questo periodo è a rischio la salute loro e degli altri»

Simona Cerquetella

FALCONARA - La pandemia e le conseguenti misure del Governo costringono tutti a stare in casa. La mancanza d’acqua nell’appartamento però rischia di trasformare i sacrifici in pericoli veri e propri. Simona Cerquetella e Giulia Di Giorgio sono infatti costrette a uscire di casa costantemente per fare rifornimento alla fontana pubblica. Le ragazze, rispettivamente di 33 e 35 anni, vivono dallo scorso gennaio con le condutture a secco in via Damiano Chiesa a Falconara. Hanno occupato la casa, spiegano, dopo aver comunque avvisato il Comune. Il guasto che le ha lasciate all’asciutto però non è stato riparato. L’amministrazione falconarese, tramite l’allora assessore comunale alle politiche sociali Yasmin Al Diry, aveva spiegato che la regolarità di quell’ utenza idrica era ancora in fase di verifica e che l’eventuale ripristino spettava all’azienda fornitrice con la quale, almeno allora, non risultava nessun contratto stipulato. La burocrazia è una cosa, l'emergenza un'altra: ancora oggi le ragazze devono percorrere l’itinerario tra la fontana di piazza Catalani e la loro abitazione. 

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L’avvocato Elena Martini, che assiste legalmente le ragazze insieme alla collega Cristina Bolognini, ha inviato una missiva al Comune per sollecitare una soluzione al problema: “La mancanza di acqua corrente all’interno dell’abitazione costituisce un serio rischio per la salute, a maggior ragione in questo periodo d’emergenza per il Covid-19- si legge nella corrispondenza- e costringe le mie assistite ad uscire costantemente di casa per fare rifornimenti con tutti i rischi che ne conseguono per la loro salute e per la salute degli altri. Lo scenario diventerebbe drammatico, sia per loro che per la cittadinanza, qualora fossero costrette a quarantena forzata”.

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