La Cgil Marche aderisce all'iniziativa dell'Anpi #bellaciaoinognicasa

Restiamo a casa perché la salute viene prima di tutto e vogliamo dare il nostro contributo affinché il Coronavirus sia sconfitto presto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Anche la CGIL Marche aderisce all'iniziativa dell'ANPI #bellaciaoinognicasa. Il prossimo 25 Aprile, così come il Primo Maggio, le piazze d'Italia resteranno necessariamente vuote. Per questo, celebreremo la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro in modo diverso, ma non per questo meno intenso e partecipato.

Restiamo a casa perché la salute viene prima di tutto e vogliamo dare il nostro contributo affinché il Coronavirus sia sconfitto presto. Ma i nostri valori restano liberi e forti e si rafforzano nel tempo. Sono i valori dell'antifascismo, della Resistenza, della democrazia, della dignità del lavoro, della solidarietà e della libertà. Sono i valori indelebili della Costituzione. Le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate e i pensionati, insieme alla CGIL e a tutto il Sindacato confederale, sono con le partigiane ed i partigiani di ieri e di oggi per dare forza alla memoria della Liberazione, frutto della volontà e della lotta unitaria di tante e tanti. Per questo, invitiamo tutti a esporre alle finestre il tricolore e a cantare insieme “Bella Ciao”, come ogni 25 Aprile, come alla fine di ogni nostra manifestazione o iniziativa, per rinnovare l'impegno a difendere e promuovere la memoria e la forza di quegli ideali che hanno unito gli italiani 75 anni fa e che sono sempre i nostri valori. Vogliamo farlo ricordando anche le parole pronunciate nel primo anniversario del 25 aprile da Giuseppe Di Vittorio, allora Segretario Generale della CGIL:

Furono gli operai, i contadini, gli impiegati, i tecnici che costituirono la massa e il cervello delle gloriose formazioni partigiane e di tutti i focolai di resistenza attiva all’invasore tedesco. Chi può dire se la clamorosa vittoria del 25 aprile sarebbe stata possibile senza gli scioperi generali grandiosi che dal marzo 1943, si susseguirono a breve distanza, sino al 1945? I lavoratori italiani, manuali e intellettuali, non dimenticano. Essi hanno piena coscienza di essere stati il fattore determinante della liberazione dell’Italia. Essi sono consapevoli dell’obbligo che si sono assunti di essere un pilastro basilare della nuova Italia democratica”.

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