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Senza protezioni, ventilatori e posti letto: le Marche seconda regione più colpita d'Italia

E' un vero e proprio grido di allarme quello lanciato oggi su La 7 da parte del presidente delle Marche Luca Ceriscioli

E' un vero e proprio grido di allarme quello lanciato stamattina da parte del presidente Luca Ceriscioli in diretta telefonica su La 7, nel dibattito di Omnibus, dove il numero 1 delle Marche ha detto chiaro e tondo:

Noi abbiamo una curva simile alla Lombardia e, guardando a quanto successo lì, riusciamo a capire che cosa  ci aspetta nella nostra. Stiamo cercando in tutti i modi di attrezzarci e abbiamo bisogno delle stesse cose di cui in questo momento ha bisogno la Lombardia e questa per noi è una questione sempre più pressante.

Già, perché dati alla mano, le Marche sono una regione che sta rischiando di implodere. Non solo per i numeri dei contagiati e dei morti che «fanno delle Marche la seconda regione più colpita d’Italia in proporzione al numero di abitanti». Ma anche perché, da Pesaro fino a ad Ascoli Piceno, le strutture stanno scoppiando. «Abbiamo bisogno di protezioni individuali per proteggere gli operatori che fanno turni massacranti e le attendiamo dalla Protezione Civile nazionale, mancano le mascherine non chirurgiche, mancano i ventilatori sanitari e quello che ci arriva non copre le criticità». Infatti nella regione è vero che si liberano molti spazi, ma il problema è che se ne occupano continuamente altrettanti e se aumenta la curva dei contagi, si rischia la saturazione totale. «Abbiamo oltre 100 posti letto occupati nei reparti di Rianimazione - ha ribadito Ceriscioli -  e stiamo facendo una battaglia per avere tutto questo». 

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