Lockdown fino al 3 maggio, la Camera di Commercio: «Scelta pesante sulle aziende»

Il presidente della CCIAA Marche, Gino Sabatini, all'agenzia Dire: «Sono per la riapertura, ma che sia omogenea: guai a creare concorrenza sleale tra le regioni»

Foto di repertorio

«Una scelta pesante per l'impatto sulle aziende marchigiane. Personalmente sono per una riapertura ma vorrei che il Governo raccogliesse le indicazioni dei presidenti delle Regioni per mettere in campo una strategia efficace sui tempi e sui modi e soprattutto che non si apra in alcune regioni e in altre no».

Così il presidente della Camera di Commercio unica delle Marche, Gino Sabatini, commenta all'agenzia Dire la decisione del Governo di prolungare il lockdown delle attività economiche fino al 3 maggio. «Mai come in questo momento ascoltare la periferia significa prendere decisioni puntuali efficaci e ordinate - spiega Sabatini -. La cosa più deleteria per il mondo imprenditoriale marchigiano sarebbe che altre regioni partissero, riaprendo alcuni settori, e noi no. A quel punto avremmo un ulteriore fardello sulle nostre spalle. Una concorrenza sleale all'interno del paese Italia». Il numero uno dell'ente camerale regionale da una parte sottolinea la necessità di porre grande attenzione sulla sicurezza dei lavoratori e, dall'altra, si dice fiducioso del corretto operato delle aziende marchigiane. «La mancanza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sia della sanità sia degli altri lavoratori, specie all'inizio, è stata evidente in questa emergenza - continua Sabatini -. Sono certo che le aziende che premono per ripartire sono pronte per farlo anche dal punto di vista delle dotazioni di dispositivi e di una organizzazione del lavoro tale da garantire il rispetto delle norme di sicurezza a partire dal distanziamento. L'importante è che queste norme siano dettate per tempo, siano chiare e univoche, altrimenti metteremo in difficoltà imprenditori e imprese».

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La ripartenza dell'economia marchigiana post Coronavirus, a detta di Sabatini, dovrà passare obbligatoriamente anche per un rilancio del made in Marche. «Sono preoccupato perché l'emergenza Coronavirus si sovrappone ad altre tre crisi: la recessione del 2008, il crac Banca Marche ed il terremoto. Serve una forte sburocratizzazione, uno straordinario sostegno alla liquidità e occorre poi valorizzare la produzione marchigiana. Cercare di consumare prodotti marchigiani, di vivere le nostre spiagge, i nostri borghi, le nostre colline o le nostre montagne. Cerchiamo di far vivere l'economia marchigiana che non significa boicottare prodotti di altri paesi, ma solo che dobbiamo essere i primi ad aiutare la nostra economia». 

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