Tribunale di Sorveglianza, avvocati costretti ad assembrarsi: «Udienze organizzate male»

«La sicurezza è la prima cosa, ma anche il rispetto della persona e il decoro della professione di avvocato» ha detto la Petruzzo

Gli avvocati davanti al Tribunale di Sorveglianza

Dentro il tribunale ci sono tutta una serie di udienze, ma gli avvocati non possono entrare insieme per il rispetto delle regole Anti Covid e il risultato è che l’assembramento si crea comunque, solo che è all’esterno del palazzo di giustizia, così gli avvocati sono anche costretti ad attendere sotto il sole cocente. La scena surreale è apparsa ieri mattina lungo il viale della Vittoria, al civico 22, dove ha sede il Tribunale di Sorveglianza dorico. Colpa degli avvocati? Secondo loro no perché il problema sono gli orari delle udienze. Infatti in quel tribunale, a differenza del tribunale ordinario di corso Mazzini, non c’è stato scaglionamento. Restano infatti 2 gli orari per le convocazioni: dalle 9,30 per i detenuti in carcere e dalle 10,30 per chi è ristretto in un penitenziario. Dunque gli avvocati si presentano tutti a quell’ora. Ma ieri la sicurezza li ha fermati, imponendo loro di non entrare, neppure nell’androne del palazzo per ripararsi dal caldo. Tutto nel nome del distanziamento sociale che, di fatti, non è stato possibile rispettare in strada. «Una fatto che stigmatizziamo. - ha detto l’avvocato Francesca Petruzzo della Camera Penale di Ancona - E’ giusto riprendere l’attività giudiziaria e nel rispetto delle norme anti Coronavirus, ma ci si deve organizzare. Basta fissare le udienze scaglionandole ad orari come avviene in altri tribunali. La sicurezza è la prima cosa, ma anche il rispetto della persona e il decoro della professione di avvocato». 

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Sul caso è intervenuto anche l'ordine degli avvocati con il presidente Maurizio Miranda: «Quanto accaduto al Tribunale di Sorveglianza è qualcosa di lesivo della dignità della persona ancor prima che della dignità di una categoria professionale. Ciò che maggiormente addolora e infastidisce è il fatto che l'attesa forzata degli Avvocati fuori del Tribunale di Sorveglianza è dovuto non solo e non esclusivamente a ragioni oggettive di spazio e di prevenzione da contagio per Covid-19 ma a ragioni di scarsa organizzazione. Posto che da anni si discute circa l'idoneità del palazzo di Viale della Vittoria ad ospitare il Tribunale di Sorveglianza, trattandosi di un condominio che vede uniti insieme gli uffici giudiziari e le abitazioni private, è chiaro che qualcosa non ha funzionato nella predisposizione di un idoneo scaglionamento orario delle Udienze che avrebbe consentito l'accesso alle aule dei soli difensori chiamati alla discussione. Evidentemente da parte dell'Ufficio c'è una scarsa attenzione nei confronti dei professionisti che sono gli unici a dover sopportare le umilianti conseguenze della poca organizzazione».

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