I medici scrivono a Ceriscioli: «Non siamo sacrificabili, pronti a fare causa alla Regione»

Nella lettera di Assomed vengono denunciate le condizioni di lavoro definite drammatiche e viene chiesta una serie di provvedimenti alla Regione Marche

Foto di repertorio

Disponibili sì, sacrificabili no. I medici, tramite l’associazione Assomed, inviano una lettera al presidente della Regione Luca Ceriscioli. Nella missiva si denunciano le condizioni «drammatiche» e si chiede una serie di provvedimenti a tutela dello stesso personale sanitario. Pena, le vie legali contro la Regione stessa. 

La lettera integrale 

Il testo integrale con le richieste presentate alla Regione:


«Egregio Presidente Ceriscioli,
La segreteria regionale di Anaao Assomed Marche tenutasi mercoledì 25 marzo ha valutato attentamente le criticità in tutti i presìdi e valutato le numerose e-mail giunteci non solo dagli iscritti di Anaao Assomed Marche che, illustrando condizioni di lavoro drammatiche, chiedono di essere rispettati come persone e come operatori sanitari. Già venerdì 20 marzo abbiamo inviato alla sua Segreteria una richiesta in cui chiedevamo il numero di medici e dirigenti sanitari malati, positivi, deceduti in seguito a infezione da coronavirus nelle varie aziende sanitarie ed aree vaste; Numero di tamponi effettuati sul personale sanitario di cui al punto precedente; lo Stato dell’arte della fornitura dei DPI, in particolare mascherine e camici; Bandi emessi per la integrazione del personale sanitario. A fronte di ripetuti solleciti non abbiamo mai avuto un riscontro. Pertanto Le anticipiamo che, a grande malincuore, siamo pronti ad adire le vie legali contro la Regione Marche se le richieste che sui diversi punti che Le andiamo a illustrare verranno disattese.
 


Personale 

Da quando è scoppiata questa tremenda emergenza i medici, i dirigenti sanitari e tutti gli operatori sanitari compresi gli operatori del 118, le guardie mediche, il personale che va a casa di chi denuncia i sintomi, hanno dimostrato ancora una volta una straordinaria disponibilità, professionalità e umanità nel mettersi al servizio dell’enorme numero di pazienti colpiti da questa pandemia anche nelle Marche, senza guardare agli orari di lavoro o agli ordini di servizio. Questo non significa però che non si debba essere rispettati e chiediamo di essere trattati alla stessa stregua di come noi trattiamo i pazienti. Invece riscontriamo che siamo costretti ad operare senza le opportune dotazioni di protezione che azzererebbero o almeno limiterebbero fortemente le possibilità di essere contagiati. Per questo chiediamo che tutti gli operatori sanitari vengano sottoposti al tampone così da accertarne l’eventuale contagio già avvenuto. Già la carenza di personale è enorme. Se quelli in servizio vengono decimati chi si occuperà dei malati? Non vorremmo dover raccomandare ai nostri associati e a tutto il personale sanitario, di rifiutarsi di eseguire prestazioni che non siano tutelanti per loro sé stessi, per le loro famiglie e per i cittadini che vanno ad assistere.

Gestione asintomatici

Denunciamo un’errata gestione degli asintomatici che vengono lasciati in isolamento domiciliare con la certezza di contagiare come minimo i propri familiari (che poi a loro volta potrebbero contagiare altri cittadini andando a fare la spesa), a meno di non disporre di abitazione abbastanza grandi da potersi isolare in una stanza con un bagno a disposizione. Queste persone devono essere isolate non in strutture ospedaliere ma in strutture di certo diverse dalle proprie case. Ci risulta che alcuni operatori malati appena in remissione vengono riammessi in servizio senza eseguire il tampone: questo è gravissimo poiché, anche se in remissione, possono essere ancora infetti e trasmettere il contagio

Organizzazione

Si è fatta una distinzione tra ospedali Covid per questa emergenza e NonCovid per l’attività ordinaria in base alla Delibera Regionale ma tale selezione è solo sulla carta (come nel caso di Urbino e di Torrette che svolgono le due funzioni contemporaneamente) mentre dovevano essere mantenute almeno una struttura per Area Vasta nella quale accogliere i malati ordinari da sottoporre al tampone prima di disporne il ricovero. Diversamente si incorre nel contagio di tutti gli altri pazienti e dei medici come in effetti sta drammaticamente succedendo. Non aver disposto tale netta e rigorosa distinzione sta portando le persone di buon senso a evitare il ricovero ospedaliero, ad esempio ci risulta che sia diminuito del 50% il numero di ricoveri per infarto cardiaco, e questo porterà inevitabilmente ad un aumento dei decessi per le patologie “ordinarie” che non riescono più a essere trattate adeguatamente

Programmazione

Chiediamo che ci venga fornita una fotografia reale e trasparente del numero dei contagiati tra i medici e tutti gli operatori sanitari per verificare l’entità del fenomeno. In questo rileviamo una grave mancanza di trasparenza da parte della Regione Marche. Non avendo a disposizione dati sufficienti non siamo nelle condizioni di valutare se gli ulteriori 100 posti di terapia intensiva per il cui approntamento è stato richiesto l’intervento del dott. Bertolaso e il contributo dei privati, saranno sufficienti. Sarebbe opportuno che ci venisse detto in base a quali statistiche, studi, rilevazioni se ne sia definito il numero e con quale personale verrà gestito.

Prevenzione

Anche qui rileviamo un’assoluta mancanza di trasparenza: per molti giorni nelle strutture ospedaliere, territoriali e residenziali c’è stata una forte carenza dei dispostivi di protezione (mascherine, tute, occhiali, ecc.) con l’inevitabile aumento dei contagi tra il personale sanitario. Vorremmo inoltre sapere se e quanti dispositivi di protezione sono disponibili, come e quanto verranno distribuiti e se i problemi di approvvigionamento si possono dire d’ora in poi risolti. Denunciamo con forza che tali dispositivi sono assolutamente necessari anche nelle strutture territoriali, come RSA, residenza protette, ecc. Va chiarito urgentemente se e quanti tamponi sono disponibili nelle Marche e le procedure per richiederli, per effettuarli e per ottenerne l’esito. Anche se qui non disponiamo di dati attendibili ma solo di stime parziali, ci risulta che i criteri di esecuzione, come già accennato, non siano tutelanti per gli operatori e per la cittadinanza. 

Interlocuzione

Occorre una maggiore trasparenza e disponibilità ad interloquire con coloro come Anaao Assomed Marche, che non solo raccolgono le istanze sul territorio perché sono direttamente coinvolti essendo operatori sanitari, ma hanno anche la competenza per poter affiancare la struttura regionale da Lei presieduta e contribuire a gestire e risolvere in tempi più celeri possibile questa drammatica emergenza.

Reperimento risorse 

Urge inoltre sapere ufficialmente se il personale richiesto per integrare i ranghi assottigliati dalla patologia e dagli isolamenti è effettivamente in arrivo, in che numero e di che professionalità sono dotati ma soprattutto quando arriveranno e come verranno distribuiti sul territorio».

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