Arrivano soldi, ma non per imprese e famiglie: Comune verso nuova variazione di bilancio

Approvata la variazione di bilancio preventivo, ma non ci sono voci di spesa per famiglie e attività in crisi. L'assessore Simonella: «Stiamo lavorando»

Foto di repertorio

Nuovi fondi dal Governo e, di conseguenza, scatta la variazione di bilancio preventivo al Comune di Ancona. Le previsioni di spesa tra il 2020 e i 2022 sono state aggiornate con una manovra ad hoc da 1 milione e mezzo di euro approvata questa mattina dal consiglio comunale. Nelle varie voci, tuttavia, non c’è traccia del sostegno alle aziende, famiglie e lavoratori messe in ginocchio dalle misure anti-Covid e in aula scatta la battagli a suon di ordini del giorno. Dei quattro, passa l’unico approvato dalla maggioranza ed entro novembre verrà portata in aula la proposta di una nuova variazione di bilancio. Oggetto: aiuti per famiglie indigenti, per attività commerciali chiuse ma anche per quelle rimaste aperte che devono fare i conti con la minor affluenza di gente in giro. E poi i lavoratori: «Assistenza per quelli con le forme contrattuali che non prevedono forme di sostegno al reddito» ha spiegato Michele Fanesi (Pd). Un’iter, ha spiegato l’assessore al bilancio Ida Simonella, che è già partito: «Ci stiamo muovendo da un po’, ci aspettiamo ulteriori risorse dal reintegro delle mancate entrate tributarie e patrimoniali, sicuramente arriveranno e stiamo ragionando su ulteriori risparmi. Volevamo che la cifra da mettere in campo fosse più corposa, ma possiamo arrivare a un milione di euro di aiuti con una cospicua parte per le famiglie». 

«E’ già novembre, le risorse ci sono, perché aspettare?» ha tuonato Daniela Diomedi (M5S), che ha proposto uno dei tre ordini respinti: «I fondi si trovano nelle risorse che sono appena state liberate, attingendo una quota anche minima da ogni capitolo di spesa per creare un borsellino dedicato alle famiglie». Bocciata anche la proposta di FdI: quella di un aiuto immediato e a fondo perduto per determinate categorie di esercenti: «Il Comune deve scegliere se subire il Governo o prendere atto di una situazione insostenibile e chiedere la modifica del Dpcm- ha detto Eliantonio- servono aiuti diretti, altri enti hanno già provveduto. Occorrono contributi una tantum per attività come ristorazione, cultura, palestre e centri sportivi ma siamo assolutamente disponibili all’estensione per altre categorie». Incassa il “no” anche Donatella Andreoli (Lega) sullo stanziamento immediato di fondi per il rilancio del commercio, ristorazione, spettacolo e partite Iva. Passa invece la linea della maggioranza: «Per alcune categorie il Governo ha già messo a disposizione il decreto ristori e bisogna far fronte alle fragilità emerse, consapevoli che non possono essere soggetto di sostegno solo le attività sospese- ha detto Fanesi- La nostra proposta si allarga, ma con priorità diverse». 
 

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