Troppi cormorani, l'allerta dei pescatori dorici: «Così si impoverisce la fauna ittica»

Fabio Pagliarini, consigliere provinciale della Fipsas (Federazione provinciale pesca sportiva e attività subacquee), parla di un preoccupante livellamento nel rapporto tra preda e predatore

Un cormorano - foto di repertorio

«Continuano a giungerci segnalazioni di forte allarme dei pescatori della provincia di Ancona, in particolare della Vallesina e delle zone montane, che evidenziano un insolito fenomeno a danno del nostro patrimonio ittico delle acque interne. Si tratta della presenza dei cormorani e delle nitticore: uccelli che si stanno diffondendo in tutta Italia tra cui anche la provincia di Ancona, dove ha assunto un fenomeno allarmante».

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A denunciare il fenomeno è Fabio Pagliarini, consigliere provinciale della Fipsas (Federazione provinciale pesca sportiva e attività subacquee), che parla di un preoccupante livellamento nel rapporto tra preda e predatore sulla catena alimentare dorica. «La loro voracità e la loro diffusione, favorita anche da una forte nidificazione, ha fatto scomparire in vasti tratti di fiumi e di torrenti i pesci di media e piccola taglia: dagli avannotti delle trote ai cavedani ai barbi. Anche negli invasi piccoli e grandi la situazione non è delle migliori.Gli aironi e le garzette poi contribuiscono allo stesso fenomeno, anche se non in maniera determinante visto che  la loro presenza si limita alle foci dei fiumi e il rapporto preda-predatore non è mai risultato compromesso per loro. E’ evidente che i nuovi inquilini di Palazzo Raffaello, chiunque essi siano, dovranno adottare, come è avvenuto in altre regioni d'Italia, provvedimenti per arginare tale fenomeno che, pur non potendo essere di tutta evidenza uno dei problemi prioritari, non può essere sottaciuto per evitare il totale depauperamento delle nostre acque interne».

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