Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

«Certe persone sono scomode da condannare. Nostri cari uccisi due volte». Rabbia dei familiari per la sentenza bis di Corinaldo

Duri i commenti dopo l’assoluzione della commissione di pubblico spettacolo che autorizzò l’apertura della discoteca Lanterna Azzurra in quelle condizioni

ANCONA - Cercavano giustizia, condanne esemplari, per la morte dei loro figli e di una moglie che erano andati in discoteca per vedere un dj set spacciato per il concerto del trapper Sfera Ebbasta, ma se ne sono andati delusi e arrabbiati. «Certe persone rimangono scomode da condannare - ha detto Paolo Curi, il marito di Eleonora Girolimini, la 39enne morta nella calca insieme ad altre cinque vittime, tutti ragazzini minorenni - è brutto dirlo ma questo ha inciso. Sono stati condannati già i gestori, dei ragazzetti che sono delinquenti e questi altri no? E' stato più facile condannare loro che figure dell'amministrazione che sono più politicamente esposte. Ci hanno dato un contentino e basta. Per fare una cosa del genere non servivano due anni di processo che ha fatto solo soffrire noi parenti. Io sono rimasto da solo con quattro figli anche dal punto di vista economico mi hanno cambiato la vita e loro se la cavano così. Le persone più deboli ci rimettono sempre».

Curi ieri era in tribunale ad Ancona quando la giudice Francesca Pizii ha letto la sentenza in aula. Ha scosso la testa come anche gli altri parenti delle sei vittime di Corinaldo, quelle che persero la vita la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018. Temeva un verdetto più assolutorio che di condanna Francesco Vitali, fratello di Benedetta, un’altra vittima di Corinaldo, strappata alla vita a soli 15 anni.  «Mia sorella così è stata uccisa un'altra volta, siamo affidati ad un paese che tollera queste cose, mia sorella è morta perché dei ragazzi hanno spruzzato del peperoncino ma questi ragazzi il peperoncino lo ha hanno spruzzato in altre milioni di discoteche e non è mai morto nessuno, perché a Corinaldo sì?». Per Fazio Fabini, padre di Emma, 14 anni e alla sua prima uscita in discoteca per la festa dei licei «è stata compiuta una grandissima nefandezza - ha detto - dopo sei anni siamo arrivati alla conclusione che tutto quello che è successo è semplicemente per una piccola inesattezza perché per il resto ognuno ha compiuto il proprio dovere? Non voglio più sentire un politico, un rappresentante dello Stato a cui io appartengo che abbia il coraggio di andare in giro e dire che questa sarà l'ultima volta che succede una tragedia come la nostra. Facciano il favore a noi genitori di non permettersi più di andare in giro e affermare queste cose perché un amministratore che per 40 anni compie quello che hanno commesso questi disgraziati, ai nostri figli, lo faranno ancora in modo impunito. Nessun altro funzionario dello Stato, nessun amministratore pubblico in futuro farà quello che è il suo dovere dopo questa sentenza. Persone a cui affidiamo la vita dei nostri figli».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Certe persone sono scomode da condannare. Nostri cari uccisi due volte». Rabbia dei familiari per la sentenza bis di Corinaldo
AnconaToday è in caricamento