Strage in discoteca, il racconto di Denis: «Mi sono salvato perchè sono rimasto lucido»

Il suo racconto: «Ero lucido, ma avevo gli occhi lacrimanti per via dello spray. Mi sono cimentato nella via di uscita ma non riuscivo a vedere e tossivo sempre di piu'. Una brutta sensazione»

«Nelle discoteche e nei concerti si va per perdere la voce e non la vita». Lo ribadisce Denis, un adolescente che ha vissuto la tragica fuga dalla discoteca di Corinaldo e che racconta la sua esperienza ad Unomattina: «Ero lucido, ma avevo gli occhi lacrimanti per via dello spray. Mi sono cimentato nella via di uscita ma non riuscivo a vedere e tossivo sempre di piu'. Una brutta sensazione». A dare la notizia l'Agenzia Dire. 

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L'adolescente era uscito dalle porte di sicurezza. «Pensavo di essere scampato al peggio- continua- ma invece il peggio era proprio li. Con la coda dell'occhio ho visto crollare la balconata di sinistra ed io, fortunatamente, mi trovavo sulla destra. Sono confluito frontalmente nella massa, arrivando in basso e c'erano volontari e buttafuori che tiravano le persone, staccandole dalla massa. Al 90% li' si cadeva, perche' molte persone rimanevano sdraiate a terra e chi andava incontro a loro cadeva a sua volta. Ho provato tanto panico, non posso nasconderlo, ma sono riuscito a ragionare e a mantenere la calma. Con il sangue freddo sono riuscito a scappare grazie anche all'aiuto delle persone che mi hanno tirato fuori». Per placare il panico in un luogo affollato é importante sapere che esiste una via di fuga gia' determinata e mostrata dagli organizzatori. Occorre chiarezza», ribadisce Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva. «La persona fredda, come Denis, sapra' trovare la via di uscita- spiega lo psicologo- ma la persona in panico se non sa che c'è una possibilità di fuoriuscita, una soluzione, non riuscira' nemmeno a farsi aiutare dagli altri. Il panico deriva proprio dal fatto di non vedere una possibile via di uscita».

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