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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Covid, marito e moglie si spengono in due giorni: funerale unico per la coppia

Lei 89 anni, lui 90: sono morti uno sabato e l'altra domenica. Assenti al funerale i tre figli costretti a casa per la quarantena

Si sono spenti praticamente insieme, a distanza di un giorno l'uno dall'altro. Ieri pomeriggio nella chiesa di S.Michele Arcangelo, al Pinocchio, sono stati celebrati i funerali di Giovanni Toppi, 90 anni, e di sua moglie Maria Luisa Fagioli, 89 anni. Due bare vicine per una vita trascorsa insieme. 

Giovanni è morto sabato 27 novembre mentre Maria Luisa, per tutti Mariola, si è spenta domenica 28 novembre. Entrambi erano ricoverati da qualche tempo in seguito a complicanze di salute che poi si erano aggravate ancor di più con l’insorgere del Covid. Il marito era ricoverato all’ospedale geriatrico dell’Inrca mentre sua moglie si trovava all'ospedale regionale di  Torrette. Alla cerimonia funebre, purtroppo, erano assenti i tre figli, bloccati in casa per la quarantena. Per loro, però, hanno parlato i ricordi, scritti su un foglio e letti da alcuni amici e parenti sull'altare. «Nel mese di luglio sono cominciati ad insorgere dei problemi di salute per papà e ad ottobre mamma ha avuto un infarto. In pochi mesi la situazione è precipitata e siamo stati catapultati in una nuova realtà. Entrambi erano ricoverati nello stesso reparto ma, nel frattempo, noi abbiamo iniziato ad essere positivi al Covid e così non potevamo vederci se non con le videochiamate. Impauriti, nel pieno di una tempesta, abbiamo dovuto affrontare tutto questo. A nostre spese abbiamo imparato che in questa vita non siamo padroni di niente e, allo stesso tempo, abbiamo sentito la grande vicinanza di tante persone che ci vogliono bene».

Anche la nipote Chiara, assente anche lei per via della quarantena, ricorda così la coppia: «Nonna Mariola è una che, come si dice, ne vuole poche. Se le facessi una sviolinata oggi le farei uno sgarbo. Vedo più questo momento come una festa d’addio, uno di quei momenti in cui si saluta qualcuno che parte per un lungo viaggio. Mi dispiace solo di non averti aiutato a preparare la valigia. A nonno voglio dire che, se mai ci sarà una banda in paradiso, lui sarà senz’altro il direttore». Giovanni era un grande appassionato di musica, suonava la tromba e così anche la direttrice del coro lirico marchigiano “V.Bellini” lo ricorda così: «Aveva un voce meravigliosa e quando noi giovani siamo entrati nel coro è stato il primo a dispensarci consigli e aiuto. Si è esibito sui palchi delle stagioni liriche più prestigiose. Lo vogliamo ricordare per il suo grande talento e per la generosità». Di Maria Luisa lo stesso parroco del Pinocchio ha ricordato le attività che svolgeva per i meno fortunati, la sua voglia di aiutare e così, proprio com’era nello spirito della donna, le offerte della messa funebre sono state donate ai poveri della parrocchia.

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