Coronavirus e nuove tecnologie: il 5° convegno nazionale sui tumori femminili ad Ancona

«Il tema dei tumori femminili è estremamente rilevante per gli operatori sanitari e per le associazioni di volontariato» ha detto la Berardi

Foto di repertorio

Non temere i tempi difficili e far diventare le difficoltà un’occasione. Può riassumersi così il 5° convegno nazionale sui tumori femminili, organizzato dalla professoressa Rossana Berardi, direttore della Clinica Oncologica all’Università Politecnica delle Marche. Grazie alle nuove modalità on line ed ad un sofisticato studio virtuale, il convegno è stato trasmesso sui canali social raggiungendo circa 10mila persone in tutta Italia. Presenti al convegno opinion leader di livello internazionale oltre a tutti i primari oncologici marchigiani, che hanno portato il loro prezioso contributo scientifico alla riuscita dell’evento, con importanti aggiornamenti provenienti dall’Asco, il convegno mondiale dedicato all’oncologia. Argomento principale è stato il carcinoma ovarico, che rappresenta il sesto tipo di neoplasia più diffuso a livello mondiale. In Italia vengono diagnosticati circa 4mila nuovi casi ogni anno, ma la prognosi a 5 anni non supera complessivamente il 40% di sopravvivenza. Negli ultimi anni si è assistito ad un importante progresso nell’ambito della comprensione dell’eziopatogenesi del tumore ovarico, ed un lento ma progressivo aumento della sopravvivenza delle pazienti. Tuttavia la gestione ottimale delle pazienti affette da carcinoma ovarico rimane un dibattito ancora aperto. Il tumore della mammella, con oltre un milione di nuovi casi ogni anno diagnosticati nel mondo ed oltre 400mila morti, rappresenta la forma più comune di cancro nelle donne. Nonostante l’alta Incidenza, negli ultimi 20 anni stiamo assistendo ad un grosso cambiamento nella storia di questa malattia, rappresentato da un progressivo calo della mortalità e della morbilità. AI calo della mortalità hanno contribuito da un lato i miglioramenti diagnostici che hanno permesso diagnosi sempre più precoci, e dall’altro le sempre maggiori conoscenze che hanno messo a disposizione trattamenti medici sempre più efficaci che ne hanno modificato positivamente la storia naturale e la prognosi. E’ inoltre fondamentale che l’approccio terapeutico del carcinoma mammario preveda l’integrazione delle conoscenze di diversi specialisti e la loro stretta collaborazione nello stabilire la miglior strategia terapeutica e assistenziale delle pazienti affette da tale patologia. 

Numerose le autorità che hanno voluto portare il loro contributo a partire dal DG degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi che ha evidenziato come siano pronti a ripartire post emergenza Covid e quanto lavoro stanno svolgendo, in particolare le breast unit sulla totale presa in carico delle pazienti. Qualità del lavoro svolto dagli Ospedali che non confligge con la parte economica, come ha detto il direttore amministrativo dell’Ospedale Antonello Maraldo, sottolineando il pareggio di bilancio ottenuto e come sia possibile sostenere crescita e corretta gestione. Economia, sanità e politica i temi toccati dal Governatore Luca Ceriscioli, che ha voluto sottolineare come i temi del convegno corrispondano con le line guida della Regione, in particolare la realizzazione della rete oncologica. Non mancano le difficoltà per trasformare i decreti in realtà ma il lavoro svolto sta dando i risultati. In aiuto a questo viene la dimensione ideale della Regione, dove le realtà professionali, universitarie sono spesso uniche e quindi non confliggono tra loro ma possono collaborare proficuamente. Ha voluto parlare di rete anche Fabrizio Volpini, presidente IV commissione sanità Regione Marche, parlando dell’importanza che siano tutti compresi nella rete, anche le associazioni di volontariato, aumentando in particolare l’attenzione sulle famiglie specie di quei pazienti non più curabili. L’Università Politecnica delle Marche ha portato il contributo tramite il Magnifico Rettore Gian Luca Gregori, sottolineando come la pandemia abbia evidenziato l’importanza delle competenze: «In un periodo un cui tutti possono dire o fare tutto, la competenza è una discriminante fondamentale e l’Università diventa così garante». Gregori ha poi annunciato come le lezioni frontali riprenderanno a settembre e come anche durante la pandemia non si siano mai fermati i lavori e soprattutto le collaborazioni con gli Ospedali. E in particolare la Facoltà di Medicina e Chirurgia, rappresentata dal Preside Marcello D’Errico, coinvolta nella risposta all’emergenza pandemica si è posta fin da subito in prima linea, chiamata a reagire in tempi rapidissimi, con scelte importanti da prendere e numerose attività da reinventare.

«Il tema dei tumori femminili è estremamente rilevante per gli operatori sanitari e per le associazioni di volontariato - ha detto la Berardi - Tra i tumori femminili, quello della mammella in Italia, infatti, è la prima neoplasia per incidenza. Fra i fattori di rischio, ricordiamo gli stili di vita scorretti, in particolare il sovrappeso, la sedentarietà e un’alimentazione squilibrata. La prevenzione primaria risulta fondamentale, così come riuscire ad effettuare la diagnosi in stadio iniziale. Se individuiamo la neoplasia durante le prime fasi, possiamo intervenire tempestivamente e raggiungere i migliori risultati in termini di guarigione. Fondamentale, quindi estendere la fascia di età dello screening per i tumori al seno. I tumori dell’ovaio rappresentano una patologia complessa, anche se la prognosi delle pazienti è migliorata sensibilmente negli ultimi anni da una parte alle nuove conoscenze biologiche, dall’altra all’individuazione di particolari bersagli molecolari controllabili con terapie mirate. Il comune denominatore tra queste neoplasie è la necessità di un approccio condiviso multidisciplinare con specialisti esperti del settore, che può davvero fare la differenza per la vita delle pazienti. Il bilancio di questo evento è decisamente positivo, con questo convegno sono ripartite le attività formative ed educazionali che promuoviamo ormai da anni con l’intento di far rete tra i professionisti, gli opinion leader e le associazioni di volontariato».

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