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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

«Ucciso mentre provava a difendersi». Per il gip il killer della fiocina «è pericoloso, vendicativo e incapace di gestire l’ira»

La giudice Sonia Piermartini lo scrive nell’ordinanza di 13 pagine che ieri ha portato alla convalida del fermo di Fatah Melloul

ANCONA - Fatah Melloul è pericoloso, non sa gestire l’ira, potrebbe uccidere di nuovo. Per aver preso un pugno si sarebbe voluto vendicare senza scrupoli. Lo spiega la gip Sonia Piermartini nell’ordinanza di 13 pagine che ieri ha portato alla convalida del fermo dell’indiziato del delitto di Sirolo e alla decisione di tenerlo in carcere anche se la difesa dell’algerino 27enne aveva chiesto la rimessa in libertà. Cosa è accaduto in via Cilea domenica pomeriggio, poco prima della 17, quando poi è arrivata la richiesta dei soccorsi, lo spiega sempre la giudice, con passaggi severi e nessun dubbio che il 27enne abbia voluto uccidere il giovane per poi tornare alla vita di tutti i giorni come a costruirsi una sorta di alibi, pensando di rimanere impunito se non ci fossero state le telecamere di sicurezza del paese a riprendere la targa della Opel Zafira che guidava. 

La dinamica. «Un colpo dall'alto verso il basso, mentre la vittima si era resa del tutto inoffensiva (si era anche abbassata per difendersi), trafiggendola al cuore». E' morto così Klajdi Bitri, il 23enne albanese trafitto da un colpo di fiocina al petto durante una lite per strada a Sirolo. La vittima colpita mentre era «del tutto inoffensiva» è uno degli elementi che ha convinto la gip del Tribunale di Ancona a convalidare il fermo e a far rimanere in carcere Melloul, accusato di il omicidio volontario aggravato da futili motivi.
La reazione esagerata. Dopo la lite l’indagato avrebbe potuto «tranquillamente risalire in auto essendosi ormai concluse le prime fasi animose del diverbio» e invece ha «imbracciato un'arma», il fucile da sub. Dopo avere trafitto Bitri «ha ripreso l'auto, non facendosi scrupoli dopo aver ferito a morte il giovane evidenziando la volontà di sottrarsi alle conseguenze dei propri gesti».

Così sussiste per la giudice il pericolo di fuga, potrebbe tentare di sottrarsi di nuovo alla legge. All’interrogatorio di ieri l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo la giudice è un soggetto «pericoloso, con totale incapacità di contenere e gestire aggressività ed ira, con indole vendicativa e ritorsiva». E ha anche con un precedente per porto ingiustificato di armi. Anche se la fiocina non è contemplata come arma ma attrezzo sportivo per il quale non c’è divietò di trasporto e non necessita di nessuna licenza o autorizzazione.

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