Cronaca Stazione / Piazza Rosselli

Alimenti scaduti da oltre sei mesi e blatte, orrore in cucina: il ristorante deve chiudere

Le verifiche sono state svolte dalla polizia insieme al personale dell'Asur: non era la prima volta che il titolare veniva multato per motivi simili

ANCONA - Cibo scaduto, sporcizia, scarafaggi e larve: chiuso un locale kebab vicino alla stazione. Inoltre è scattata ieri la multa con il sequestro di dieci chili di cibo scaduto per il titolare. I controlli sono stati svolti dalla Squadra amministrativa e di sicurezza della questura, dagli agenti dell’ufficio sezione di polizia commerciale e annonaria della municipale e dal personale del servizio igiene e alimenti dell’Asur Area Vasta 2.

Il locale, stando a quanto riferito dalla questura, presentava evidenti e gravi carenze igienico sanitarie, come pavimentazione sporca, con residui di cibo ed insetti (alcuni scarafaggi, sia vivi che morti). Sono state quindi sequestrate dieci chili di derrate alimentari scadute da circa 6 mesi, con presenza di larve e insetti vivi all'interno delle confezioni. Il titolare dovrà pagare due sanzioni rispettivamente pari a 1.400,00 e a 2.333,00 euro. È stato inoltre accertato che vendesse bevande alcoliche e super alcoliche senza essere in possesso dell'apposita licenza. Per questo è scattata un’ulteriore sanzione di 516 euro. Il personale sanitario della locale Asur, all’esito del sopralluogo di competenza, ha disposto l’immediata chiusura del pubblico esercizio fino al ripristino delle norme igienico sanitarie e la totale disinfestazione dell'attività.

Non è la prima volta che questo ristorante kebab viene chiuso. Nel novembre 2021, in seguito ad un altro sopralluogo, era stato sequestrato il retrobottega usato come laboratorio per la preparazione degli alimenti per le gravi carenze igienico-sanitarie insieme a del pollame risultato di provenienza incerta e dunque privo di tracciabilità. Era stata inoltre contestata la presenza di un dipendente non in regola con le norme di assunzione e i vigili del fuoco avevano interrotto l’erogazione del gas e dell’elettricità, per delle manomissioni degli impianti che mettevano a rischio la sicurezza e la pubblica incolumità.

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