Pasticcerie chiuse a Pasqua, Cippitelli (Confartigianato): «Ci siamo sbagliati, ok al domicilio»

Confartigianato fa retromarcia dopo aver affermato che durante il periodo pasquale le pasticcerie avrebbero subito lo stop a produzione e vendita

foto di repertorio

ANCONA - Dopo aver comunicato lo stop totale a produzione e vendita delle pasticcerie durante il periodo pasquale, Confartigianato fa retromarcia e rettifica quanto affermato. «Si è trattato di un errore - conferma il segretario generale Giorgio Cippitelli - le pasticcerie artigianali rimarranno si chiuse al pubblico ma aperte per il domicilio. Ci siamo sbagliati e chiediamo scusa. Questa però rimane una assurda discriminazione rispetto ai negozi e alla grande distribuzione ai quali è invece permessa la commercializzazione di prodotti dolciari. Rimarranno aperte invece le drogherie ed i piccoli commercianti che vendono prodotti dolciari». 

Servizio a domicilio, tutte le attività che offrono il servizio - LA LISTA 

Nelle Marche, in base alle elaborazioni dell'ufficio Studi di Confartigianato, sono 675 le imprese di pasticceria e gelateria nelle quali lavorano 2.808 addetti, un settore caratterizzato da un elevata vocazione artigiana: nella nostra regione infatti l'artigianato nel comparto pesa per il 71,1% (media nazionale 70,0%). Per le Marche si stima in 19 milioni di euro la perdita di fatturato nel mese di aprile, concentrato nelle mancate vendite dei dolci legati alla ricorrenza di Pasqua. Aggiungendo, ai mancati ricavi, la perdita, valutabile in 4 milioni di euro, determinata dal deperimento di parte delle materie prime acquistate prima del lockdown in previsione della produzione per il periodo pasquale e dal parziale utilizzo legato all’imprevista chiusura resa necessaria per limitare i contagi da Covid-19, si stima che il danno economico che subiscono le circa 700 imprese marchigiane ammonti a 23 milioni di euro.

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«La Confederazione - afferma il segretario generale di Confartigianato Marche, Giorgio Cippitelli - si è rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, sollecitando un intervento tempestivo che faccia chiarezza nelle interpretazioni governative, stabilisca omogeneità di applicazione delle norme in tutto il territorio ed eviti incomprensibili disparità di trattamento tra attività con Codici Ateco diversi ma produzioni simili. Siamo i primi  a rispettare le regole per difendere la salute dei cittadini, ma non accettiamo un’interpretazione della norma che si traduce in una palese ed assurda penalizzazione delle nostre produzioni a vantaggio di altre tipologie di prodotti di pasticceria. Così si colpiscono le nostre aziende e si nega libertà di scelta ai consumatori». 

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