Party Conero Golf, idea di mezza estate: «Ma commercianti terrorizzati dai controlli post Corinaldo»

Non è detta l'ultima parola per il "Summer Season Opening" annullato il 6 giugno. L'organizzatore spiega come la burocrazia sta soffocando la movida: «Prima non c'erano controlli»

Alessandro Sartarelli

Decine di migliaia di euro persi, in attesa di quantificare con esattezza il danno economico subìto lo scorso 6 giugno. Nessuna causa al Comune di Sirolo ma l’auspicio, quello sì, di vedersi riconsegnare le licenze per organizzare il Summer Season Opening al Conero Golf Club entro fine estate. Alessandro Sartarelli, ideatore e fondatore di Eventi Divertenti, organizzatore dell’evento per la Enjoy Srl, è tornato sulla vicenda rispondendo a un quesito più ampio: la burocrazia post Corinaldo sta uccidendo la movida anconetana?

«Il giro di vite sta uccidendo le tradizioni»

Sartarelli è uno che non ci gira intorno: «Il 7 dicembre ha segnato una linea di demarcazione tra due mondi, prima probabilmente c’erano determinate leggi che però era come se non ci fossero state perché era opinione comune ignorarle, in primis quelle sulla capienza dei locali. Ti veniva detto anche direttamente che nessuno avrebbe controllato questa cosa e le verifiche, effettivamente non c’erano. Chi può smentire questa cosa lo faccia, se avevi la capienza per 1.500 persone e dentro ne avevi 1.800 nessuno ti veniva a controllare- spiega Sartarelli- io personalmente credo che sei hai un’agibilità per 1.500 persone, anche con 1.800 lavori in sicurezza. Diverso il discorso per un locale che ha 250 posti e ne fa 1.500». Il giro di vite però si sta facendo sentire eccome: «E’ bene che ci sia la sicurezza prima di tutto, ma serve anche un maggiore buonsenso e leggi che tolgano pressione a chi rilascia i permessi. Queste persone è giusto che facciano il proprio lavoro, ma se manca una stupidaggine non può saltare un evento- continua Sartarelli- ci deve essere un margine che consenta di non stare con il terrore che con una persona in più nel locale possa morire qualcuno, anche perché le strutture sono costruite per far stare in sicurezza anche con alcune persone in più rispetto a quelle certificate. Una manifestazione all’aperto, temporanea e occasionale, ha un rischio diverso da un locale chiuso e permanente e ci dovrebbero essere norme che agevolano queste iniziative che invece stanno morendo. Guardate molte associazioni che fanno eventi di aggregazione sociale, stanno rinunciando e vanno a morire anche delle tradizioni come le sagre- prosegue l’organizzatore- ci sono gestori di ristoranti o bar che organizzano cene con musica per 150 persone e sono terrorizzati dal fatto che qualcuno possa farli chiudere. Non vedo un rischio se quelle stesse persone si alzano e ballano, non capisco perché quei 150 siano considerati meno al sicuro con un po' di musica». Investire piuttosto, secondo l’organizzatore, sulla formazione e l’inasprimento delle pene: «Andare nelle scuole e soprattutto formare il personale a gestire il panico perché è stato quello, a Corinaldo come a Torino, che ha creato il problema. Poi va inasprita la pena a chi crea il panico con le bombolette spray o altri metodi». 

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I costi e il business 

Essere in regola con tutti i cavilli sulla sicurezza costa ovviamente di più. Quanto? «Diciamo che 5.000 euro come cifra orientativa, poi dipende dal locale e dall’evento». Sartarelli ricostruisce a questo punto quello che è accaduto con l’evento annullato al Conero Golf Club: «I permessi ci erano stati rilasciato dal Comune di Sirolo la mattina del 3 maggio e dopo averli ricevuti abbiamo fatto partire la pubblicità. Il party era fissato per l’8 giugno, due giorni prima c’è stato comunicato via Pec che la licenza era stata revocata, anche il nostro legale ci ha confermato che questa cosa era scorretta dal punto di vista del diritto. Quando viene data una licenza le verifiche del caso sono già state fatte ed è importante che chi la rilascia abbia da subito una panoramica su ciò che è ok e ciò che manca. Io ci ho rimesso le spese sostenute per gli ingegneri che hanno fatto le pratiche, gli allestimenti, la pubblicità e tante altre cose. Non credo che faremo causa per recuperare i soldi, perché in Italia la giustizia non esiste e il risarcimento non sai quando e se lo prendi- conclude Sartarelli- puntiamo a riavere le licenze e organizzare l’evento per metà estate».
 

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