Già condannato, creava società fittizie per gli utili: arrestato imprenditore occulto

L'imprenditore agiva nell'ombra di legali rappresentanti che, in alcuni casi, erano anche pensionati ultraottantenni, convinti a mettere una firma sui documenti costitutivi di un’impresa per poi disinteressarsene. Anche loro rischiano denunce pesanti

Guardia di Finanza

Era già stato condannato nel 2012 per bancarotta fraudolenta alla pena di  3 anni e 6 mesi di reclusione. Per quella condanna era riuscito ad ottenere l’incarico a Servizi Sociali di Ancona, a patto che per 10 anni si tenesse lontano dall’esercizio di impresa commerciale e dagli uffici direttivi dentro qualsiasi azienda. Invece non solo ha proseguito a gestire affari nel mercato della logistica. Ma ha anche proseguito nel truffare lo Stato e relativi fornitori. 

Alla fine il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona ha effettuato un’indagine che vede indagato M.B., imprenditore di 44 anni di Camerata Picena. Non avrebbe mai smesso di gestire imprese fittizie, ricavarne gli utili evadendo le imposte e mancando i pagamenti dei fornitori. Per poi godersi i profitti alle spalle delle teste di legno che, dietro un compenso, si prestavano a mettere la firma sulla costituzione delle società, diventando così ufficialmente legali rappresenti e accollandosi ogni responsabilità. Mentre il 44enne agiva nell’ombra. Motivo per cui alla fine, alla luce della violazione delle prescrizioni impartite dal giudice al momento della vecchia sentenza, le Fiamme Gialle lo hanno arrestato e portato al carcere di Montacuto. 

L’uomo avrebbe sempre avuto il ruolo di dominus, aprendo e chiudendo aziende in continuazione. Ma sempre mettendo sulla poltrona perfetti sconosciuti. Figuranti che si prestavano per poche centinaia di euro mentre lui, di fatto, gestiva gli affari per spolpare la ditta e goderne in privato. C’era sempre il 44enne condannato dietro i legali rappresentati delle aziende anconetane operative nel settore della logistica: cantieristica, magazzini e stoccaggio di materiale. Rappresentanze fittizie che, in alcuni casi, erano anche pensionati ultraottantenni, convinti a mettere una firma sui documenti costitutivi di un’impresa per poi disinteressarsene. Anche loro rischiano denunce pesanti. Alla fine i militari sono comunque risusciti a ricostituire il quadro grazie ad una serie di accertamenti bancari e ad un gran lavoro di raccolta di testimonianze di chi ha visto cosa succedeva in quegli uffici. Anche perché il danno arrecato al settore economico della logistica, proprio attraverso il mancato pagamento delle imposte e dei fornitori, avevano determinato una concorrenza sleale verso gli altri operatori del settore ed una posizione di dominanza sul mercato. Superiorità che portava a più soldi. E quindi più evasione e più benefit a spese del consumatore e delle casse dello Stato. 

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