Cronaca

Costa Concordia e Fincantieri, accomunate da un tragico destino

Le cabine della nave affondata furono costruite nello stabilimento dorico che lotta contro la chiusura. Mentre al Giglio si cercano i dispersi, ad Ancona i vertici Fincantieri incontrano i sindacati

E' finita nel tratto di mare antistante l'IIsola del Giglio, ma è iniziata ad Ancona la storia della Costa Concordia, la nave da crocera affondata dopo essersi incagliata venerdì sera.

Gran parte delle cabine della parte alta della nave vennero infatti commissionate allo stabilimento dorico della Fincantieri da quello genevese di Sestri Ponente. L'obiettivo era rispettare i tempi di consegna. Di qui la decisione di delegare al cantiere di Ancona, nel 2004,  una parte del lavoro di costruzione della nave, costata 450 milioni di euro  e in grado di contenere un massimo di 3700 passeggeri.
 
Ad accomunare la Concordia a Fincantieri uno sfortunato destino che la stessa inaugurazione nel 2006 aveva lasciato presagire quando la bottiglia di spumante lanciata sulla chiglia non si ruppe: mentre infatti sullo stabilimento dorico e su quello genevese di Fincantieri da cui uscì la nave grava una profonda crisi e lo spettro della chiusura, nel tratto antistante dell'isola del Giglio sale il bilancio delle vittime del naufragio:  6 morti  e 29 dispersi.
 
Intanto, mentre nel tratto di mare antistante l'Isola del Giglio si cercano ancora i dispersi,  la Direzione di Fincantieri  incontrerà presso la sede di Confindustria, ad Ancona,  la Rsu dello stabilimento del capoluogo e i sindacati.  In vista dell'incontro con i vertici aziendali, in corso dalle 8:30 di questa mattina, è stato sospeso il "martedi' della collera".
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