Terrore in discoteca, i sopravvissuti: «Devastazione come in guerra, un orrore che non dimenticherò»

A parlare alcuni ragazzi che sono riusciti ad uscire dal locale e salvarsi. Sono tutti sotto choc ma hanno raccontato con lucidità quegli istanti drammatici

I soccorsi

«Non riuscivo più a respirare, poi presa dal panico mi sono messa le mani in bocca e sono fuggita verso l'uscita di emergenza. Davanti a me ho visto di tutto, scene di devastazione, come in guerra, qualcosa che non dimenticherò mai». E' visibilmente scossa una delle sopravvissute, seduta a terra a pochi passi dalla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, il locale teatro della tragedia di questa notte. Lei, 16 anni, è li con le braccia conserte, distante alcuni metri da quei teli bianchi che nascondono i corpi delle sei vittime: «L'aria è diventata improvvisamente irrespirabile - continua la ragazza - poi il fuggi fuggi generale con i corpi ammassati a pochi metri da me. A terra sono finiti in tanti, poi mi sono ritrovata fuori e sono corsa via. Poco prima avevo visto qualcuno salire sul palco, era incappucciato, l'ho visto bene. Poi è iniziato tutto».

Strage in discoteca, corpi schiacciati dopo il cedimento: le immagini choc - VIDEO

Come lei, ancora sotto choc per l'accaduto, anche Andrea Meletani, 23enne di Pesaro, che stava accompagnando un suo amico nel locale: «Sono arrivato pochi minuti dopo che era successo tutto. Ho visto alcuni medici tentare di salvare una ragazzina, che avrà avuto non più di 16 anni, con il massaggio cardiaco. Di fianco a lei c'erano anche altri corpi, alcuni neanche si muovevano più. A quel punto ho cercato di capire cosa stesse succedendo e poco dopo ho visto proprio quella ragazza che purtroppo non ce l'ha fatta». Con lui un 17enne che proprio oggi festeggiava il suo compleanno: «Proprio la settimana scorsa ho perso un mio amico in circostanze simili e mai avrei pensato di ritrovarmi in una situazione del genere. Per fortuna sono arrivato insieme ad Andrea qualche minuto dopo, quando ormai si era consumata la tragedia. Non so che altro aggiungere, è un qualcosa di inconcepibile che non dovrebbe mai succedere».

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Alcune vittime secondo altre testimonianze non sarebbero invece morte calpestate, ma avrebbero tentato di raggiuntere il piano di sotto gettandosi da circa 3 metri: «Ho visto un ragazzo che si è buttato proprio davanti ai mei occhi - racconta con la voce strozzata una 17enne - poi l'ho visto colpire con la testa il pavimento e non si è mosso. Non so che dire. So solamente che da un momento all'altro non sono più riuscita a respirare, come se qualcuno avesse messo qualcosa nell'impianto di areazione. Ero insieme ad altri miei amici e per fortuna noi ci siamo tutti salvati. Non riesco ad immaginare che ci sarei potuta essere anche io sotto quei teli».

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