Comunità per minori: l'incontro con il Garante dei diritti per stabilire i nuovi parametri d'accoglienza

Tra i drammi del Coronavirus anche le criticità relative alle strutture di accoglienza per minori in difficoltà. Particolare attenzione si è data alla didattica a distanza

Emergenza Coronavirus e comunità educative d’accoglienza per i minori: è il tema dell'incontro promosso dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, con la partecipazione del Presidente del Tribunale per i Minorenni, Vincenzo Capezza, dei funzionari di settore della Regione Marche e del Presidente del Coordinamento regionale comunità educative, Andrea Marangoni. «La rete di tutela per i più fragili – sottolinea Nobili – richiede anche nel nostro territorio una rinnovata attenzione. Per questo motivo il confronto che abbiamo avviato ci ha permesso di individuare alcune indicazioni operative per la corretta gestione delle attività di accoglienza, ovviamente valide per l’intera durata della situazione emergenziale». 

In primo luogo, si è stabilito che i nuovi ingressi in strutture residenziali siano possibili previo accertamento delle condizioni di salute del minore, attraverso le opportune verifiche sanitarie, mentre il personale, a vario titolo impegnato nello svolgimento della propria attività, dovrà essere dotato degli idonei dispostivi di protezione ed andranno sanificati gli spazi dedicati alle attività quotidiane.

Particolare attenzione per la “didattica a distanza” e per la continuità dei percorsi educativi individuali, affinchè sia sancito il diritto all’istruzione. Tra le indicazioni emerse anche la possibilità di valutare eventuali protocolli che garantiscano ai minori, nel pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza, di poter restare all’aria aperta almeno per un’ora al giorno, con uscite nell’ambito della struttura d’accoglienza che consentano esercizio fisico e alleggerimento della pressione psicologica.

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Intanto, nelle ultime ore sono giunte al Garante richieste in merito all’accesso dei genitori presso le Comunità. In questo caso Nobili prende come riferimento una circolare del Ministero dell’Interno e la successiva nota esplicativa. «Gli atti ci dicono che il perseguimento del divieto di ogni forma di assembramento – evidenzia – implica  valutazioni ponderate rispetto alla specificità di alcune situazioni.  Si precisa che lo stesso divieto non può ritenersi violato dalla presenza, in spazi all’aperto, di persone ospitate nelle medesime strutture di accoglienza, come le case – famiglia. In tali strutture, si aggiunge, operatori, fornitori, familiari che accedano dall’esterno dovranno attenersi alle  stabilite misure di contenimento». Nei prossimi giorni il Garante avvierà, sempre per via telematica, gli incontri con le comunità presenti sul territorio regionale, una sessantina, al fine di avere il quadro aggiornato della situazione.

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