La moschea accoglie le istituzioni, l'Imam: «Qui non c'è spazio per gli estremismi»

Presenti il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, il capo di gabinetto della Giunta regionale Fabio Sturani, il console onorario per la Russia Armando Ginesi, il rettore Sauro Longhi, don Walter Pierini e ancora esponenti delle Forze dell'Ordine

Sauro Longhi si complimenta con una giovane laureata

«Dove c'è una moschea c'è condivisione e dove ci sarà condivisione ci sarà una moschea. Le religioni ci uniscono e non ci dividono come vuol farci credere qualcuno perché il terrorismo e i fondamentalismi vengono dall'alto e mai dalla gente che prega, come oggi noi mussulmani e cristiani». Sono queste le parole con cui ieri sera l'Imam di Ancona Mohamed Nour Dachan ha accolto numerose istituzioni locali che, in alcuni casi, sono veri amici della comunità islamica. Un’occasione per stare insieme, in cui cristiani e mussulmani hanno condiviso una serata alla moschea della Baraccola. Presenti il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, il capo di gabinetto della Giunta regionale Fabio Sturani, il console onorario per la Russia Armando Ginesi, il rappresentate della diocesi di Ancona don Walter Pierini. E ancora esponenti delle Forze dell’Ordine quali Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Un evento importate volto a saldare un’amicizia che dura ormai da generazioni perché come ha precisato lo stesso imam: «Ad Ancona e nelle Marche non c’è razzismo, c’è convivenza e un buon grado di accoglienza e serate come queste servono a mantenere un livello di integrazione che è già alto dopo anni di presenza della nostra comunità». Una comunità, quella islamica di Ancona, dove le nuove generazioni sono composte di ragazzi nati quì, italiani ma di fede mussulmana. E se qualcuno possa avere il dubbio che in queste comunità possano serpeggiare estremisti islamici di chissà quale sorta, mette un punto la giornalista Asmae Dachan, già nota per i suoi reportage dalla Siria e dall’estero e per il suo blog “Diario di Siria”: «Noi siamo qui da 40 anni e gli estremisti non si avvicinano ai posti del dialogo dove si trovano le persone civili. Noi siamo sempre attenti perché gli estremisti sono una minaccia anche per noi, che teniamo tantissimo al valore della legalità ed è per questo che abbiamo il piacere di avere anche autorità militari nella nostra moschea».

La serata ha preso il via alle 20:45 quando uno dei fedeli ha cantato una preghiera che ha richiamato i fedeli all’interno della moschea per la preghiera di fine Ramadan. Nei locali della moschea sono così arrivate numerose famiglie di fede islamica, provenienti da Tunisia, Marocco, Algeria, Bosnia, Bangladesh, Libano, Italia, Giordania, India, Macedonia e Siria riunite come un’unica grande famiglia. Subito dopo le istituzioni hanno premiato alcuni giovani della comunità che questa estate si sono diplomati o laureati all’università. Tanto che tra gli ospiti c’era anche il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi. Poi tutti a cena, seduti alla stessa tavola per gustare le prelibatezze dei paesi rappresentati da una comunità che, solo nella provincia di Ancona, conta circa 15mila persone. 

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La cena è terminata nelle ore tarde della serata, quando ormai i bambini più scalmanati si addormentavano in braccio alle mamme, il cibo era stato consumato in abbondanza e la giornata di pace volgeva al termine. «Il mese del Ramadan è un mese di pace per tutte le religioni - ha detto proprio don Walter Pierini - A tutti questi giovani faccio i complimenti per il loro percorso di studi e faccio i miei migliori auguri per il futuro».

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