Contratti Swap, il Comune di Jesi risarcito di 1,2 milioni di euro

La questione era stata presa di petto dal sindaco fin dai primi giorni del suo insediamento, convinto che non vi erano ragioni di sborsare migliaia di euro all'anno

JESI - L'Amministrazione comunale ha vinto la propria battaglia contro gli Swap. Dopo tre anni di carte bollate, il Tribunale di Milano ha infatti dichiarato nullo il contratto derivato stipulato nel lontano 2005 dal Comune di Jesi con Unicredit, obbligando il colosso bancario a restituire 1,2 milioni di euro indebitamente ricevuti.

La questione era stata presa di petto dal sindaco Massimo Bacci fin dai primi giorni del suo insediamento, convinto che non vi erano ragioni di sborsare centinaia di migliaia di euro all'anno a tutela della variabilità dei tassi di interessi sulla base di un contratto che lui riteneva totalmente sbilanciato a danno dell'Ente. Questo contratto era stato formalizzato nel 2005 a garanzia del prestito obbligazionario di 12,5 milioni di euro che l'allora Amministrazione aveva assunto con Unicredit per ristrutturare il proprio debito. Ed era uno strumento, almeno così si riteneva a suo tempo, che avrebbe tutelato il Comune nel caso in cui il tasso variabile fosse salito oltre il ponderato. In realtà si era subito rivelata uno “gabbia” che, variando i flussi finanziari, incastrava sempre e solo il Comune di Jesi, ponendo di fatto l'Ente a coprire la banca dal rischio. Per tutte queste ragioni, già nel 2013 si avviò una trattativa che non andò a buon fine, aprendo la strada alla causa giudiziaria presso il Tribunale di Milano che oggi si è conclusa con la dichiarazione della nullità del contratto, la condanna ad Unicredit a risarcire le somme ricevute oltre agli interessi ed ovviamente ponendo definitivamente fine ad ogni rapporto che avrebbe dovuto terminare nel 2020 al costo presunto di altri 150 mila euro l'anno, ovviamente a carico del Comune.

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