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Cronaca

Ex Mutilatini, il Comune sospende la vendita e il comitato rilancia

I Mutilatini restano nelle alienazioni ma l'amministrazione intende sospendere temporaneamente la vendita dell'immobile per tentare con l'associazione la via della ristrutturazione. Prossimo obiettivo: ottenere i finanziamenti europei tramite la Regione

L'associazione Portonovo per Tutti con un gazebo in piazza Roma mostra alla cittadinanza il progetto di recupero degli ex Mutilatini, ideato nei mesi scorsi da un pool di esperti. Su di uno schermo scorrono gli elaborati di come è stata pensata la foresteria ostello con sale polifunzionali. Grandissima la partecipazione e l'interesse degli anconetani. Alle oltre 1500 firme già raccolte, quest'oggi se ne sono aggiunte ulteriori 200, nella sola mattinata 40 i tesseramenti. E' evidente come Portonovo stia a cuore agli anconetani.

Tra l'altro c'è anche una novità. Gli ex Mutilatini restano nel piano delle alienazioni ma l'amministrazione, dopo il sì della maggioranza in consiglio comunale, intende sospendere temporaneamente le procedure di vendita dell'immobile per tentare insieme all'associazione la via della ristrutturazione. «Si parte anche con l'idea di ristrutturazione. Il primo passo sarà chiedere i fondi strutturali europei tramite la Regione» spiega Vitaliano D'Addato, portavoce Portonovo per Tutti.

L'obiettivo quindi è ottenere i finanziamenti europei. Il bando Por Fesr dovrebbe uscire tra settembre e ottobre. Nei prossimi mesi sarà quindi fondamentale lavorare con la nuova amministrazione regionale e assistere il Comune affinché presenti la proposta con tutti i requisiti necessari per ottenere i finanziamenti europei. E per i ottenere il finanziamento per i costi di efficientamento energetico è necessario che l'edificio resti pubblico. «Ci aspettiamo che il Comune tolga i Mutilatini dal piano delle alienazioni, altrimenti la proposta in Regione non avrebbe credibilità» afferma Stefano Crispiani, consigliere Sel.

Per quanto riguarda la gestione, l'associazione vorrebbe che ci fosse un'impresa sociale con bando pubblico. La soluzione potrebbe essere un consorzio di soggetti formato da un soggetto economico e uno sociale.  Il costo della ristrutturazione è di 1,5 milioni di euro. «Con questi costi, già dal 3° anno ci sarà il pareggio e dopo 10-12 anni la struttura può garantire un introito lordo di 30mila euro all'anno- riferisce D'Addato-. Tra l'altro il Comune, dopo i primi due anni di ristrutturazione, avrebbe un canone annuo di 60mila euro». «L'ex colonia è di 750mq su tre livelli. Al piano terra abbiamo previsto una sala polifunzionale e una sala pronto soccorso che a Portonovo manca. Al piano superiore ci sono 15 camere da letto che possono ospitare da 36 a 54 posti. Nel seminterrato è prevista una sala colazioni da 50 posti, e una veranda esterna sempre da 50 posti» descrive il progettista, l'arch. Riccardo Picciafuoco.

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