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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Il Comune di Ancona ha mappato e riordinato l’archivio: «Documenti dal 1866 ai giorni nostri»

Una mole di lavoro enorme compiuto dalla Cooperativa Ebla e sotto la supervisione della Soprintendenza. Il deposito archivistico di Collemarino è stato interamente rimesso in ordine e censito, con l’obiettivo di renderlo fruibile ai cittadini

ANCONA - C’è voluto uno staff di archivisti esperti, assemblato dalla Cooperativa Ebla sotto la supervisione della Soprintendenza, per mappare e riordinare un secolo e mezzo di storia burocratica della città. All’interno del deposito archivistico di Collemarino, infatti, sono stati rinvenuti 20mila registri (poco meno di 3mila metri lineari di documentazione), 10mila faldoni (circa 1450metri lineari di documentazione). Una volta fatta la ricognizione è stato effettuato uno scarto di circa 4mila faldoni, corrispondenti a 600 metri lineari di documentazione. Un lavoro certosino cominciato il 1 settembre dell’anno scorso e terminato il 30 novembre. «Il primo passaggio è stato concordare la modalità di intervento condividendo il modello con cui avremmo lavorato - spiega l’archivista Francesco Montesi - poi abbiamo suddiviso l’archivio in sezioni: stato civile, ragioneria, tributario, lavori pubblici». «E’ stato fatto un gran lavoro di studio ed organizzazione del materiale archivistico - ha detto l’assessore alla cultura Paolo Marasca - perchè gli archivi sono materia viva, e quando incontrano le persone si accendono scintille». E con quest’ottica il Comune punta, un giorno, a rendere la documentazione rinvenuta raggiungibile anche attraverso strumenti digitali online. Ma per questo l’orizzonte temporale è di qualche anno.

L’intervento

La documentazione ritrovata nell’archivio va dal 1866 al 2014. Si tratta di atti, delibere di giunta e di consiglio, contabilità, protocolli della corrispondenza. E ancora: atti di nascita, morte, matrimoni e divorzi, lavori pubblici, i grandi progetti città, una documentazione relativa all’edilizia privata e una della polizia municipale fino ad una piccola porzione relativa alla leva. «Abbiamo pensato di intervenire mediante intervento di mappatura dei depositi di archivio con un riordinamento fisico sull’archivio di Collemarino - ha affermato la dottoressa Rosangela Guerra,  funzionaria della Soprintendenza - che è il deposito più grande che il Comune ha dedicato alla conservazione del cosiddetto archivio di deposito non  più nelle nostre partite correnti». La macchina del tempo dell’archivio di Ancona arriva fino al 1866 con un «documento contabile di quell’anno - racconta Pamela Galeazzi, archivista della Cooperativa Ebla - siamo riusciti a mettere in piedi un valido gruppo di lavoro che si è confrontato bene con tutti i soggetti coinvolti e ha permesso di consegnare nei tempi prestabiliti il lavoro di mappatura e creazione di questo elenco topografico del deposito di collemarino e degli ulteriori due depositi individuati al suo interno». 

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