Piano, tre generazioni di artigianato: la lavanderia Superlava compie 60 anni

L'attività nacque nel 1956 dall'idea di nonna Marsilia. Oggi Claudia e il fratello Luca Angiolani portano avanti la terza generazione di una famiglia artigiana la cui lavanderia Superlava compie 60 anni

Claudia e Luca Angiolani, al centro la madre Paola.JPG

I clienti entrano nel negozio chiedendo di essere serviti mentre guardano con curiosità una vecchia foto in bianco e nero lasciata sul bancone della lavanderia. «Quella è nonna Marsilia. E’ lei ad aver aperto questo negozio nel 1956» racconta Claudia Angiolani mentre sistema una serie di abiti da un attaccapanni all’altro. Oggi Claudia e il fratello Luca portano avanti la terza generazione di una famiglia artigiana la cui attività compie 60 anni. E’ quella della lavanderia Superlava di corso Carlo Alberto 90, nel cuore del quartiere Piano. Un’impresa nata negli anni ’50 quando nonna Marsilia arrivava col treno da Jesi per alzare la saracinesca di quello che al tempo si chiamava  “Lavo, tingo e stiro”, sito in piazza Ugo Bassi. Diventato “Superlava” dopo pochi anni. 

In quell’immagine d’epoca si vede la nonna di Luca e Claudia mentre lavora ad una grossa lavatrice che, al tempo, doveva essere azionata manualmente spostando delle valvole, affinché si mescolassero a dovere i prodotti dai relativi serbatoi fin dentro la botte. Oggi quel modo di lavorare non è cambiato poi molto. Invece di muovere delle manopole, un po’ dure, si spingono dei tasti. E con lo stesso sorriso di nonna Marsilia (in foto), Nonna Marsilia nella lavanderia Superlava nel 1956-2Claudia e Luca accolgono i clienti di oggi, dopo aver ereditato l’attività dalla madre Paola, anche lei artigiana per una vita, oggi in pensione. Una bella storia di “resistenza” commerciale in una città in cui spesso si sentono storie al contrario. Di chi chiude per colpa della crisi o perché quella determinata zona della città non è più attrattiva, di chi non passa il testimone ai propri figli perché “non ne vale più la pena”. Superlava resta. E mentre spegne 60 candeline sulla torta di compleanno, vede il via vai di clienti affezionati che portano i loro capi a lavare anche da più di 40 anni. «Abbiamo avuto la possibilità di prendere in mano un’attività ben avviata con tanti clienti affezionati - ha spiegato Luca Angiolani, che ha anche un passato da portiere con la maglia dell’Ancona Calcio - Fare gli artigiani non era il nostro sogno da piccoli, ma ci piace proseguire nell’attività commerciale e farlo in ambito familiare piuttosto che dover andare a lavorare alle dipendenze di qualcuno. Così portiamo avanti una tradizione di famiglia». 

La lavanderia Superlava dei fratelli Angiolani ne ha vissute di esperienze in decenni di attività perché, al di là dei consueti abiti, tendaggi, vestiti da matrimonio e rivestimenti d’interni, ci sono stati dei momenti di gloria da ricordare e consegnare ai posteri. Come Superlava-3quando ebbero la commessa di dover lavare tutti i vestiti di scena del concerto di Laura Pausini. O come quando, nel 2007, si presentò all’ultimo un signore con uno spiccato accento spagnolo che consegnò una montagna di vestiti: abiti da ballo e vestiti di scena, un vestito bianco e uno bordeaux da ballerino insieme ad un accappatoio. Era quello del famosissimo ballerino Joaquín Cortés, che faceva tappa ad Ancona e che poche ore dopo si sarebbe esibito in piazza. Dunque buon compleanno alla lavanderia Superlava di Ancona e chissà che non ci possa essere anche una quarta generazione di artigianato locale visto che Luca Angiolani ha un bimbo di 3 anni. «Io mi auguro che mio figlio possa trovare la sua strada perché non necessariamente gli auguro di fare il mio stesso lavoro - ha detto Luca - Però oggi giorno è sempre più difficile per cui dico: mai dire mai».

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