Ex compagni di scuola distrutti dalla crisi: «Viviamo in roulotte, Ancona ci emarginava»

La storia di Gianni e Anna, a cui si è aggiunto l’amico Francesco. I tre vivono da anni in roulotte dopo aver perso occupazioni e case. Ora chiedono un lavoro

Gianni mostra la domanda per la casa popolare

Una vita normale fino al 2012 poi, con la crisi nel suo momento peggiore, Gianni ha perso tutto. Prima il lavoro in un’impresa di pulizie, poi per vicissitudini familiari anche la casa. Oggi il 44enne anconetano vive in roulotte insieme a due amici. Anna, ex badante 38enne e Francesco, perito assicurativo fino al 2014. Qualcuno avrà già visto i Gianni e Anna, ex compagni di scuola, accampati davanti a un centro commerciale della Baraccola. I due però hanno preferito trasferire le roulotte accanto al cimitero di Falconara prima di conoscere e accogliere Francesco. Perché? «Perché ad Ancona ci discriminavano, veniva la gente che ci indicava e diceva “guarda questi come vivono”». Il ricordo del capoluogo non è tuttora positivo per Gianni: «Quando cresci in una città dove sei conosciuto da tante persone e poi la gente ti volta le spalle perché sei caduto in miseria, allora quella non è amicizia ma è menefreghismo».

A mezzogiorno tra i camper parcheggiati o abbandonati in via di Castellaraccia c'era solo Gianni. L'uomo ha spiegato che il gruppo riceve aiuto dalla parrocchia del Rosario, dal servizio di strada di Falconara e da qualche vicino di buon cuore. Il resto arriva da qualche lavoro saltuario e attraverso il pacco mensile di viveri distribuito dai servizi sociali di Ancona, comune di residenza: «che questo mese però ancora non è arrivato- dice Gianni, portavoce del gruppo- e siamo già al 22 maggio». Al Comune di Ancona Gianni ha anche chiesto una casa popolare tramite il modulo compilato lo scorso 4 aprile. Sa che l’attesa sarà lunga: «Io non pretendo la casa subito, ma chiedo almeno un’area attrezzata con un allaccio di acqua e elettricità, perché qui andiamo avanti con una fontanella e un generatore di corrente che ci costa 5 euro ogni due giorni. Un posto dove poter stare in tranquillità e uno spazio dove nessuno possa additarci come disastrati, anche se non siamo disastrati ma peggio». Il gruppo ha anche chiesto informazioni per l’area camper di Posatora: «Costa 12 euro al giorno e per noi è fuori portata». Agenzie interinali e curriculum? «Facciamo domande continuamente, ci viene detto solo “lascia il curriculum nella cassetta” o “vi faremo sapere”».  

«Non chiediamo elemosina» ha specificato Gianni piazzando sul tavolo alcuni documenti tra cui l’attestato formativo di conduttore di carrelli elevatori e l’iscrizione da sei anni al centro per l’impiego con una disponibilità quasi totale: dal manovale in ferro e in legno al tubista navale, dal plasticista stampatore al magazziniere. «Alla mia età non riesco a immaginarlo il mio futuro. Cosa mi piacerebbe fare? Il carrozziere». La casa che condivide con i due amici è fatta di due roulotte, una è sua e l’altra è stata regalata, divise da una piccola piazzola con un tavolino in plastica e delle sedie (GUARDA IL VIDEO). In uno dei mezzi c’è la zona notte e la cucina, nell’altra un letto usato come divano e una piccola tv per lo svago. Intorno c’è erba alta e un vecchio casottino che è chissà quanto tempo fa era un bagno. «Io voglio e posso lavorare- ribadisce Gianni- se il Comune mi dà l’attrezzatura posso benissimo rimettere a posto io questa zona». 
 

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