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«Alcune domeniche bloccate e programmazione nei territori»

La nebbia che non si dirada attorno alla riforma ha spinto Confcommercio Imprese per l’Italia Marche e l’Università Politecnica delle Marche a fare il punto della situazione partendo da studi e dati effettivi

La riforma degli orari nel Commercio è uno dei temi caldi di questo autunno del quale si sta parlando tanto con il rischio, a volte se non spesso, di fare confusione e di non centrare gli aspetti fondamentali di un provvedimento che porterà degli effetti importantissimi nel settore. La nebbia che non si dirada attorno alla riforma ha spinto Confcommercio Imprese per l’Italia Marche e l’Università Politecnica delle Marche a fare il punto della situazione partendo da studi e dati effettivi. “Studiamo da anni – le parole del prof.Gian Luca Gregori Pro-Rettore dell’Università Politecnica delle Marche –, gli effetti dei provvedimenti governativi ed abbiamo già dimostrato le conseguenze delle liberalizzazioni e del moltiplicarsi degli insediamenti di grande distribuzione partendo dal concetto chiave che il territorio è una somma di flussi di persone. Abbiamo già dimostrato che c’è una saturazione commerciale della grande distribuzione e spiegato come le liberalizzazioni di Monti non abbiano portato gli effetti annunciati, in particolare aumento dell’occupazione e PIL.

Ora siamo di fronte ad un altro potenziale cambiamento epocale e ciò che auspichiamo è che la programmazione non sia ideologica e tenga conto dei dati prodotti in questi anni. Dobbiamo partire dai territori e intervenire con logica e buon senso sulle caratteristiche di ogni zona per programmare la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti tenendo conto, come ci ha spiegato il professor Temperini che è qui con me e che ha studiato la situazione internazionale, che il nostro Paese è tra quelli maggiormente liberisti. C’è un altro elemento poi che va considerato nelle valutazioni che stanno precedendo le decisioni e cioè la tutela del personale dipendente: stiamo parlando di 3/4 milioni di lavoratori che domenicalmente sono occupati. E’ evidente che ciò di cui stiamo parlando ha una portata enorme e l’auspicio che qui voglio ribadire è che siano fatti i debiti ragionamenti, coinvolgendo anche chi come noi ha messo in campo degli strumenti di analisi, prima delle decisioni”. Nel corso dell’incontro è stato consegnato ai presenti un documento di sintesi delle varie posizioni politiche sulla questione, compresa quella della Regione Marche che vorrebbe la reintroduzione di orari di apertura/chiusura, obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale, apertura in deroga per 12 giornate l’anno.

Il panorama è dunque ampio e frammentato ma Confcommercio Marche non vuole far mancare la propria proposta: “La nostra idea – le parole del direttore Confcommercio Marche prof.Massimiliano Polacco –, va un po’ al di sopra delle altre e parte da un’idea di fondo condivisibile di bloccare alcune domeniche nel corso dell’anno, una scelta che ci permetterebbe di risolvere anche alcuni problemi di confine. Deciso questo bisogna però avviare un ragionamento che tenga conto delle esigenze di ogni territorio valutando al meglio quelle che sono le necessità per poter poi programmare. Bisogna evitare certi errori del passato come la definizione di economia turistica mentre è necessaria una programmazione annuale che ci permetta volta per volta di definire dei parametri sulla base di una situazione di contingenza e ci permetta di sviluppare al meglio e organicamente il nostro territorio”.

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