Cittadini in protesta alla Regione: «Fermate gli impianti della raffineria, lo potete fare»

Sit-in davanti alla sede della Regione Marche mentre una delegazione di cittadini è stata ricevuta dal Comitato Tecnico Regionale

Il sit-in davanti alla Regione

Si sono presentati in 70 e hanno chiesto di partecipare al tavolo tecnico riunito stamattina nella sede della Regione, quello nel quale gli enti hanno valutato se la raffineria Api ha rispettato negli ultimi mesi le prescrizioni del Ministero dell’Ambiente. Permesso accordato in loco e una delegazione di cittadini falconaresi ha detto la propria davanti ai rappresentanti di Regione, Provincia, Comune di Falconara, Arpam, Ars, Asur, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Più che una considerazione o una richiesta c’è stato un richiamo per il Comitato Tecnico Regionale: «Vogliamo che le verifiche sulla raffineria vengano fatte sul campo, cioè sugli impianti e non sulla base dei documenti che l’azienda produce - ha spiegato Roberto Cenci, rappresentante di Ondaverde onlus, all’uscita dall’incontro- di fronte al non rispetto delle prescrizioni che lo stesso comitato aveva impartito non ci sono state sanzioni quando la legge prevede che i soggetti riuniti qui oggi possono sospendere parzialmente o totalmente gli impianti». Oltre alle verifiche in loco, la delegazione ha chiesto anche il riesame dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). 

Davanti a Palazzo Leopardi si sono radunati cittadini arrivati spontaneamente, membri del Comitato Mal’Aria e Ondaverde di Falconara, Trivelle Zero Marche, Italia Nostra e Altra Idea di Città con il consigliere comunale Francesco Rubini: «Questo non è un problema che riguarda solo Falconara ma anche Ancona, i cittadini devono diventare interlocutori delle istituzioni e di un’azienda che deve iniziare prendere in considerazione le conseguenze dannose sulla salute e sul territorio. L’Api non può fare orecchie da mercante e la politica deve schierarsi con i cittadini». Un sit-in pacifico, fatto di cartelloni che hanno puntano il dito contro le esalazioni che spesso si levano nell’aria di Falconara. Il coro “Basta puzze” accompagnato dal ritmo di un tamburo e dai fischietti ha fatto da preludio all’ingresso della delegazione. I cittadini hanno puntato l’attenzione su alcune prescrizioni che la Regione, come ente concedente dell’autorizzazione, ha imposto all’Api sulle parti impiantistiche: «Le esalazioni non vengono da sole, escono da punti precisi degli impianti - ha tuonato Cenci - bisogna verificare tubazioni, caldaie, serbatoi e non solo». Proprio sulla mancata installazione del doppiofondo dei serbatoi è caduta l’attenzione dei manifestanti, che accusano l’Api di aver non aver rispettato i tempi previsti dallo stesso cronoprogramma aziendale: alcuni degli adeguamenti previsti entro il 2013, spiegano i comitati, sono slittati al 2025 tra cui quello che riguarda il serbatoio Tk61 responsabile delle pesanti esalazioni dello scorso aprile: «Api aveva deciso autonomamente nel 2010 di informare le istituzioni sullo spostamento del cronoprogramma» ha detto ancora Cenci. Il prossimo 28 novembre i comitati hanno convocato un’assemblea pubblica nella Sala del Mutuo Soccorso a Falconara. 

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“Dal Tavolo è stata manifestata disponibilità ad esaminare un loro contributo tecnico in corso di elaborazione - scrive la Regione in una nota stampa - dopo un ampio e articolato confronto costruttivo tra i presenti, si è deciso di rafforzare il coordinamento con gli altri tavoli istituzionali (CTR - Prefettura) che a vario titolo si occupano delle problematiche della Raffineria per condividere informazioni e per una valutazione congiunta delle eventuali prescrizioni da attivare e delle azioni da intraprendere con i Ministeri competenti. A tal fine la Regione si è impegnata a istituire una Cabina di regia regionale quale strumento per continuare in modo efficace il lavoro già iniziato con il Protocollo Operativo tra gli Enti coinvolti che si è concluso con il rilascio dell’AIA”. 
 

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